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lunedì 22 febbraio 2016

Le case di Monteverde

III Incontro LIA Monteverde, Roma:

Grazie all'iniziativa LIA ed all'impegno di chi, con tenacia, ha voluto avviare un gruppo di lettura nel quartiere di Monteverde, è già la terza volta che ci si riunisce per discutere e presentare libri per ragazzi intorno ad un tema conduttore; ottima occasione per potersi confrontare e condividere questa passione con nuove conoscenze e poi chissà...
Dopo il tema "Ironia", gentilmente ospitato dalla casa editrice Orecchio Acerbo, e "Viaggio", in questo incontro si è trattato di "Case" nella stupenda cornice del Bistrot Al Clivo.
Case come rifugio sicuro, case come tane o come luogo di sogno e fantasia, case testimoni dello scorrere del tempo, case secolari come alberi che osservano lo scorrere della vita, case come incontro.
In questo "incontro" si sono presentati i seguenti libri:

Madama Topina e le case del bosco, George Mendoza, Doris Smith, Piccoli Editori

Libro anni '80 delizioso ricco di dettagli curiosi e affascinanti per perdersi nelle immagini e viaggiare con la fantasia.



Il signor nessuno, Joanna Concejo, Topipittori
Albo malinconico con illustrazioni immaginifiche che rivelano diversi livelli di lettura; giocato sui toni del grigio, come è grigia la realtà del signor Nessuno, così normale e così speciale...eppure così solo.


Virginia Wolf: la bambina con il lupo dentro, Kyo Mac Leon, Isabelle Arsenault, Rizzoli
(di cui avevo già parlato qui)


Una casa che può significare chiusura dal mondo esterno, ricerca di protezione, rifugio ma anche isolamento: isolamento che l'amore può, ancora, superare per una nuova ricongiunzione.


Frigo Vide, Dorémus, Francia


Albo francese del 2009 e premiato nel 2015 dal Bologna Ragazzi Award.
A chi non è capitato di tornare a casa la sera e non avere nulla nel frigo? Chissà che questa non diventi l'occasione per una nuova avventura e per conoscere chi ci vive accanto. 
Case in cui si incontra l'altro per vivere un'esperienza nuova e comune. Ironico e accurato. soprattutto nella scelta del colore.


Luna e la camera blu, Magdalena Guirao Julien, Chirstine Dawenier, Babalibri

 

Libro che inizia con una storia qualunque, una nonna e una nipote con le loro abitudini, dai toni acquarellati e freschi per poi inoltrarsi nel mondo fatato di un'antica tappezzeria in cui la bambina riesce a entrare con la fantasia, porta per straordinarie avventure di gessetto rosso.

Casa del Tempo, Roberto Innocenti, Roberto Piumini, La Margherita


La storia di una casa lunga un secolo: gli inquilini cambiano, la storia segue il suo corso e lascia le sue tracce. Innocenti illustra con il suo stile unico questa storia tra tante.

Grazie,
a presto!

mercoledì 9 dicembre 2015

Diario della Fiera: Libri per conoscere il mondo


Meravigliarsi di ogni cosa è il primo passo verso la scoperta.
Louis Pasteur

La curiosità e la meraviglia sono due attitudini del bambino che, alcuni di noi, riescono a portare anche nella propria vita di adulti. 
Due attitudini che ritengo fondamentali per poter iniziare un percorso di conoscenza.
Purtroppo, spesso, la scuola, invece di rafforzare e stimolare queste fiammelle le lascia spegnere, se non le soffoca. Eppure sarebbe così semplice soffiarci sopra e alimentarle ed è così bello vedere la conoscenza che si struttura sotto i nostri occhi, passo dopo passo, scoperta dopo scoperta, con occhi contenti.
Anche quando sembra ormai spenta, ho potuto constatare, basta poco per farla riemergere da sotto la cenere. Non c'è presunzione da parte mia, anzi, so quanto sia difficile nella vita di tutti i giorni portare avanti questo intento, a volte sembra quasi impossibile.

Io credo che una delle strade per poterlo fare sia l'utilizzo dei libri divulgativi a scuola ed a questo sto dedicando la mia Tesi. 
Non è semplice trovare incontri che parlino di Non Fiction e in particolare di divulgazione, così appena ho letto il tema mi ci sono fiondata!
Come ha fatto notare la bravissima relatrice, Eleonora Rizzoni, si tratta ancora di una "sorella minore" rispetto alla narrativa per l'infanzia, sia come produzione che come richieste.
Eppure, tanto è cambiato nel panorama internazionale ed anche in quello italiano.

Non mi dilungherò in descrizioni e approfondimenti perché mi propongo di tenervi aggiornati step by step sull'evoluzione del mio studio qui sul blog. Mi limiterò, quindi, a raccontarvi i punti salienti dell'incontro e a presentarvi i libri mostrati.

Cos'è un libro di divulgazione?
Un libro che espone in forma semplice ed accessibile contenuti e nozioni. Un libro che attiri la curiosità dei bambini e risponda alle loro domande o, ancora meglio, li spinga a cercare risposte alle loro domande sopite.
La caratteristica principale che un buon libro di divulgazione deve avere è riuscire a combinare interattività e precisione di contenuti.
Inoltre, sono libri senza età, infatti, a seconda del livello con cui vengono letti (scoperta, sistematicità, occasionalità) sono in grado di adattarsi alle diverse necessità del pubblico.

Molti modi di fare divulgazione, nuove proposte-nuove idee:

Il libro delle terre immaginate
L'ippocampo edizioni

Ora tutti sappiamo che la terra è rotonda (in realtà ellittica) ma prima gli uomini come se la sono immaginata nel corso dei secoli e delle culture?
Un libro del 2009 che ha rivoluzionato il modo di fare divulgazione.










Mappe
Elettra Kids
Libro di divulgazione che con le sue grandi pagine ricche di particolari ha sbancato il botteghino e conquistato grandi, piccoli e anche le scuole!


Zoottica
Ippocampo Edizione


Come vedono gli animali? Divulgazione e finestrelle. 
Da piccola mi chiedevo sempre se i gatti vedessero in bianco e nero e ricordo i miei provavano a rispondere ma, infondo, sono quelle domande tutte particolari dei bambini a cui neanche i grandi hanno risposte.
Vedemmo un'intera puntata di SuperQuark ma ancora non mi sentivo soddisfatta, peccato non aver avuto questo libro! 





Il mondo segreto delle piante
Editoriale Scienza

Botanica per bambini? Sì, è possibile!
Un libro che permette di riscoprire, finalmente, la dignità e veramente il mondo dietro le piante che ci circondano in maniera così silenziosa, spesso da arrivare a dimenticarle.









Molto altro ci sarebbe da dire, e molto altro sarà detto: stay tuned! 

Diario della Fiera: Tante voci per una domanda




Vi ho tenuto costantemente aggiornati sulla mia pagina Facebook qui ed ora è arrivato il momento di raccontarvi qualcosa più nello specifico.
Mi sembra impossibile raccontare tutto, intanto perché questa è stata, prima di tutto, una grande esperienza personale, nel mettermi in gioco e nel propormi, cosa per me non semplice, e poi è stata una Fiera seguita dall'inizio alla fine con devozione e attenzione quasi maniacale!

Tema portante dell'area ragazzi e degli incontri una domanda: "Che cos'è un bambino?"

Partendo dall'omonimo albo illustrato di Beatrice Alemagna pubblicato da Topipittori si è cercato attraverso diverse prospettive di trovare una risposta: una risposta da grandi ed una risposta da bambini. 
Riflettere sull'identità è fondamentale, sia per cercare di definirci, per ritrovare i "nostri bambini", per comprendere e soprattutto imprescindibile per chi ai bambini si rivolge.
Ognuno nasconde un'idea di bambino, spesso inconsapevole, creata dalle proprie esperienze e dal contatto che ha avuto con l'infanzia.

Il mio biglietto, scritto con un po' di vergogna, coprendolo con la mano come una bambina sul diario segreto, dice: "Paura senza parole".
Il biglietto, tra i tanti appesi, di una bambina dice: "Un bambino è un personaggio come un adulto, solo ancora in svolgimento".

Tavola rotonda: Tante voci per una domanda
Giovanna Zoboli, editrice di Topipittori, ha raccontato la storia del libro della Alemagna, tra dubbi, pregiudizi e successi, mi piace riportarne alcuni tratti.
Il libro nasce ad una fiera del libro di Bologna in cui, l'ancora piccola, casa editrice dei topi incontra Beatrice che porta loro un manoscritto dicendo: "Questo è proprio per voi!" Da allora il libro vede un inaspettato e grandioso successo, tradotto in 10 paesi, sempre attuale, ha convinto anche il più restio pubblico inglese, diventando addirittura manifesto dei Topipittori.

Le principali reticenze:
- non ha trama;
- è un libro da grandi mascherato da libro per bambini;
- le immagini sono brutte.
Ebbene, anche io, in un tempo lontano l'ho regalato ai miei genitori a Natale, convinta, forse, che un genitore potesse capirlo meglio di un bambino, e, "signore perdonami perché non sapevo quello che dicevo", ho pensato che il testo fosse più bello delle illustrazioni, così strane...illustrazioni che, ora capisco, mostrano bambini veri, lontani dall'ideale, volutamente spigolosi e brutti, bambini con l'apparecchio e bambini che si scaccolano, bambini in cui i bambini si riconoscono.

Importante, allora, l'immagine del bambino, anzi, l'immagine dei bambini.
Giulia Mirandola ci porta a spasso in una carrellata di disegni e fotografie di bambini di tutti i tipi, bambini ribelli, bambini giocosi, sognatori, in un gioco che invita a proseguire: guardare i bambini e le bambine delle figure e riconoscerne le caratteristiche e le differenze.
Mentre parla, sullo sfondo un bambino si tuffa in un blu pennarello, un blu di possibilità e di incognite, rischio e scoperte, un blu che potrebbe essere cielo e potrebbe essere mare, in un tempo sospeso, un fermo-immagine in aria. 
E forse proprio questo è un bambino.

Conclude l'incontro Carla Ghisalberti, che soprattutto chi vive a Roma conosce bene, e, partendo dalla lettura del libro, ci rimanda quattro caratteristiche fondanti di un bambino per lei, ognuna con esempi di grandi illustratori contemporanei raccontati in modo meraviglioso:

la capacità di non mentire, mostrare le cose per come sono;
Illustrazione di Marina Girardi
il mistero dell'infanzia;
Illustrazione di Heidelbach

l'orientamento, bambini alla ricerca che si ingegnano, bambini che trovano soluzioni;

Illustrazione di Oliver Jeffers



"Bambini rasposi", mi è piaciuta tantissimo questa definizione, bambini inafferrabili, arrabbiati, dispettosi, perché i bambini sono anche questo.
Illustrazione di Isol





lunedì 23 novembre 2015

Toccare il cielo con un dito

Una domenica diversa,
nella calda e accogliente Città del Sole Esquilino,
le mie dita passeggiano libere tra morbide suggestioni e ruvide superfici.
Provo a chiudere gli occhi e dare vita ad un paesaggio, ad una storia;
le mie dita ballano e da tanto non sentivo le mie mani così vitali.

Varco un confine, quello del consueto,
e mi ritrovo in un fascinoso mondo di carta ma anche stoffa, plastica e fili di vento di lana.

Leggere con le dita,
non solo per ciechi, essendo pure un'ottima occasione di integrazione, ma fornendo un diverso approccio ed una diversa visione di libro.
Un libro sempre più "naturale" che richiama il nostro primitivo, un libro che non necessita neanche troppo di una mediazione linguistica, in cui la storia si crea sotto la pelle e dentro la pelle più che nella testa e sulle labbra.
Un libro che lascia moltissimo spazio all'istinto.

E tutto può creare un libro tattile, tutto può creare una storia, e tutto può essere rappresentato, anche un temporale estivo, basta rispondere alla domanda "Come?"
La risposta non sempre è semplice, come ho potuto sperimentare sulla mia pelle nel laboratorio, e richiede un cambio di prospettiva radicale, un processo di semplificazione e concettualizzazione, un fidarsi ciecamente che, forse, per noi grandi, risulta ancora più innaturale.
A volte, le cose semplici sono le più difficili.

Alla domanda ha risposto, raccontando con passione la sua esperienza ai bambini, Gioia Marchegiani, grande illustratrice e donna di grande tatto.
Quello che ho visto, anche a scuola, è che i bambini amano sapere da dove vengono le storie che gli saranno lette, così come amano sapere da dove proviene il libro che stringono tra le mani e che percorso ha seguito per essere proprio così com'è, un percorso, che non è fatto mai da un libro solo ma dai nonni e gli avi di quei fogli che sono giunti fino a loro.

Un racconto di un dietro le quinte appassionante e affascinante in cui nulla è lasciato al caso e che soltanto una intelligenza vivace e capace di mettersi in discussione intraprende.

Un libro che insegna ai bambini il rispetto per un materiale delicato, il valore delle scelte, il porsi domande, la ricchezza della diversità.
Una storia che insegna il valore dell'amicizia e della fantasia, con soluzioni inedite.

E poi tutti con le mani in pasta, anzi in carta, a ritagliare, incollare, discutere, provare e riprovare per per creare la nostra illustrazione tattile.

Un laboratorio ed un'esperienza, in grado di toccare realmente nel profondo il bambino, e non solo, permettendogli di sperimentare uno sguardo alternativo.Un laboratorio che mi riprometto di portare con me in classe.

Una volta fuori la città sembrava ancora di morbida stoffa, i palazzi di carta vetrata, le vetrine di stagnola, le nuvole d'ovatta ed il cielo di velluto.






Il libro tattile "Una storia che sale molto in alto" di Gioia Marchegiani ha partecipato al concorso "Tocca a te", promosso dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi per stimolare la produzione di libri tattili per l'integrazione tra vedenti e non vedenti, ed è stato premiato tra i cinque finalisti.

 





martedì 15 settembre 2015

Lettori si cresce?

Da Pennac a Giusi Marchetta il passo è breve ma neanche troppo.

Due libri sulla lettura e sull'avvicinare i ragazzi a scuola alla lettura in classe.
Prendo "Lettori si cresce" che già da un po' aspetta di essere letto nella pila sul comodino e il rimando a "Come un romanzo" è immediato.

A volte sembra quasi di leggerne una versione moderna, molte sono però le differenze tra i due.
Pur partendo dal comune ricordo della loro infanzia, raccontando episodi senza una successione cronologia e riferendosi ad un ragazzo ostile alla lettura come destinatario 'immaginario', due sono i colori che li affrescano.

Mi ritrovo nella speranza di Pennac, nell'entusiasmo con cui propone semplicemente di arrivare in classe ed iniziare a leggere. Voglio credere ancora nel potere fascinoso della lettura in sé e voglio essere speranzosa ed entusiasmarmi anche io.

Chi non ha pensato leggendolo: "Allora, era tutto così facile!"?
Chi non ha pensato di stampare un bel cartellone con 'I diritti imprescindibili del lettore' e appenderlo in classe come prima cosa, sentendosi dentro già protagonista della rivoluzione del sistema scolastico come in 'L'attimo fuggente'?
Chi non ha sognato di passare giornate ed ore intere di lezione semplicemente leggendo insieme pagina dopo pagina senza fatica?

Pennac con il suo libro ci regala speranza, Marchetta, scardinandolo un piccolo bullone alla volta, ci riporta alla realtà.

Mi ritrovo nel suo essere demoralizzata, nella sensazione che tutto rimanga immutato, nella tentazione di arrendersi, nel sentirsi, alle volte, sopraffatta. 
E mi rivedo in lei, lettrice vorace, anche se vorrei tanto avere la sua capacità di ricordare storie, dettagli e citazioni che invece non ho.
Giusi nel suo libro ritrae benissimo il tempo moderno e a sfumature di speranza che ancora cercano di emergere, qua e là, si alternano grandi pennellate di realismo.

Però, come vorrei che quanto scritto da Pennac fosse vero e funzionasse sempre, che avessi finalmente trovato la tanto attesa risposta a tutto...

"Come per un istinto innato si cercherà nelle pieghe di queste storie per sentirsi raccontare, prima ancora di sapere che parlano di lui."

Due anni fa mi sono trovata sola in una classe per la prima volta e non sapevo cosa fare. Sapevo, però, di dover catturare la loro attenzione ed incuriosirli su qualcosa prima che iniziassero ad agitarsi, ed io con loro. Ho preso un libro a caso dalla vecchia e disordinata biblioteca di classe sulla parete di fondo dell'aula. 

Era un libro che parlava del Medio Evo. Non avrei potuto fare scelta peggiore ma non avevo più tempo per pensare. Così ho iniziato a leggere, senza dire nulla prima, senza richiamare la loro attenzione. Un attimo prima ero in silenzio e l'attimo dopo stavo leggendo e la storia era iniziata. Come per magia i loro occhietti piano piano hanno captato questo cambiamento e si sono tutti rivolti a me incuriositi.
Magia, già, ancora mi sembra una congiunzione di fattori così fuori dal mio controllo.

Così, scoperta la magia, ho sperato di riuscire a riproporla a diversi uditori o anche più volte in quella stessa classe. E per quell'anno invece la mia bacchetta sembrava inceppata. 
Leggevo due pagine e dovevo fermarmi, continuamente, per riprendere qualcuno, nessuno sembrava ascoltarmi. E non importava quanta verve ci mettessi, quanto entusiasmo, quanta suspance...il meccanismo si era bloccato.
Mi sentivo offesa e tradita ed ho smesso, sfiduciata, di provarci.

Un'anno fa, altra classe, altra scuola, un nuovo inizio, ci ho riprovato e la magia è tornata a funzionare e più di una volta. Così abbiamo letto pagine di libri che parlavano della storia della matematica, "Come funziona la maestra?", filastrocche di Rodari, vecchi Battello a Vapore, "Gli sporcelli", "Un libro" ecc. 
Quest'anno non era magia, era una relazione che sentivo tra me e loro, una comunicazione di fiducia, una fiducia che non è stata tradita ma collaudata da sorprese e scoperte. 

"Solo gli appassionati della cassata insistono per fartela assaggiare sostenendo che non è poi così dolce."




giovedì 3 settembre 2015

Il mio Curriculum del lettore

Questo mi sembra il post più difficile che abbia mai scritto.
Lo prendo e lo rimaneggio senza esserne mai soddisfatta come uno scrittore isterico di fronte al suo capolavoro. Eppure, non posso non partecipare a questa iniziativa, l'occasione e' troppo ghiotta!
Cosi' mi sono decisa, caverò dalla nebbia del passato quello che riesco, abbandonando le mie pressanti aspettative di perfezione e mi regalo un altro po'...

Se è vero che "siamo quello che leggiamo",
ecco, allora, il mio Curriculum del Lettore:

'L'infanzia':  il divertimento ed il sogno


Tutti i libri che amano i miei genitori e che hanno amato leggermi entrano e pulsano nel mio cuore come la tenerezza del loro "Buonanotte!"
Qui, però, ho deciso di parlare dei Miei di libri, quelli con cui ho stretto un'amicizia intima e duratura, quelli che hanno segnato la mia storia di lettrice.

La lettura, per me, in quel periodo, doveva essere divertente e sorprendente.

Libro in stampato maiuscolo, perfetto per le prime letture autonome. Quante risate... un libro che conservo ancora ed ho usato innumerevoli volte nelle prime esperienze come baby sitter! 







Come tutti i bambini dei primi anni '90 per me il Battello a Vapore era la Bibbia! E di tutti quelli che ho consumato questo, rimane senza dubbio, il più divertente. Rivedere la copertina ora, ha un dolce sapore Revival!                                                                                        


Forse di tutti tutti i libri che ho letto da bambina questo è quello che ha la storia più straordinaria! Era la mia festa di compleanno e ricevo dalla mamma di un compagno di classe questo libro...non mi attirava per niente e non potevo credere che un regalo fosse stato sprecato così! Solo quando ho iniziato a leggerlo, ho realizzato di quanto fosse divertente, con quegli esilaranti dialoghi che io adoro tra narratore, lettore e protagonista, ed ho passato ore piacevolissime in sua compagnia.
Così ho realizzato che, infondo, quello era stato il regalo più prezioso e apprezzato...e questo ha cambiato il mio modo di vedere...






Il fantastico Club delle Babysitter!
Da bambina ero molto curiosa e creativa, pensavo in grande, provavo ad aprire agenzie e associazioni a fondare giornali a inventare lavori e ogni volta ci credevo veramente, come se il gioco potesse trasformarsi in realtà e come se il mondo fosse aperto alle mie idee...come queste ragazze dall'età imprecisata che gestivano un club, lavoravano, controllavano le finanze e il tutto da sole, come dei grandi! Chi non sarebbe voluto essere loro?
 Infondo, non sono cambiata poi tanto, forse...



Ho deciso di chiudere con questo libro il capitolo 'infanzia'.
Forse, in realtà, quando mi sono approcciata a questo già ero con un piede oltre il limite ma i miei me lo avevano regalato, non volevo deluderli, e poi Gianni Rodari non mi aveva mai deluso!
Ricordo una mia amica che era venuta a dormire da me e quando, prima di addormentarci, abbiamo tirato fuori i rispettivi libri, mi guarda e dice: "Ancora questi libri da bambina?"
SBAM! Fine dell'Infanzia.






'L'adolescenza':   i Classici




Con Harry Potter si chiude, per un periodo, la lettura nel mio tempo libero solamente per piacere e senza indicazioni esterne. Harry Potter, fenomeno editoriale che ho avuto la fortuna di gustare proprio alla sua uscita e proprio nell'età giusta, insomma, era fatto apposta per la mia generazione! Non sono mai stata un'appassionata del genere fantasy ma c'era qualcosa di unico nel leggere questi grandi tomi rapidamente e con passione... poi, forse, sono caduta in un buco. Proprio come per la mia età, mi sentivo che non ci fosse nulla di preciso da leggere per me: un piede ancora nei libri per bambini ed uno già nei libri da grande, senza trovarmi pienamente in nessuno dei due. In realtà le proposte per quest'età sono tantissime e alcune veramente di qualità, peccato non ci fossero all'ora o non averle conosciute!
Sono sempre stata una studentessa diligente e una gran parte di letture è stata quella dei compiti per l'estate. Sì, io ero tra le poche che il libro, magari pure un po' noioso, lo leggeva per davvero, senza cercare riassunti! Metello è stato un caso a parte, non so spiegarne il perché, ma sono rimasta catturata dalla scrittura di Pratolini, tanto da aver proseguito con le sue opere per molto. E poi tutti i classici, l'inquietante 'La ciociara', il lentissimo 'Il giardino dei Finzi-Contini', l'ironico 'Fu Mattia Pascal'...molto per dovere, scoprendo un piacere nascosto... ma dove si è vista una ragazzina appassionata di Metello?



E poi ecco Il libro che mi ricorda tutte le vacanze spensierate e familiari di quel periodo e le piacevoli letture ad alta voce di mamma e papà, anche ora che ero più grande.
Di questo avevo già parlato qui.











'Gli anni dell'Università': il ritorno alla libertà


Tutto accade per caso in un'estate di noia al mare. Pesco a caso dalla libreria e provo e leggere di nuovo, qualcosa solo per piacere, per riempire il tempo, una storia.
E lì, con quel libro, ho ritrovato veramente la lettura ed ha inizio la mia fase di "onnivoricità".
Le passeggiate in biblioteca a scegliere un libro solo dalla costina, senza aver idea di cosa prendere, la lettura di libri in lingua originale in inglese, i libri da cui erano tratti i film che vedevo e, sostanzialmente, qualsiasi cosa mi passasse sotto mano!


 





'Il presente': il ritorno all'Infanzia




Continuano, come due binari paralleli, ad affiancarsi sul mio comodino libri per bambini e ragazzi e libri per adulti. Ed io continuo a leggere tutto, tutto quello che mi incuriosisce e che lascia una traccia in me o che trova in me un terreno fertile per attecchire. 
Tanto che, alle volte, dimentico anche per chi era stato scritto, e diventa solo un altro tassello.
Alle volte fatico a tornare alle lunghe descrizioni, ai ritmi lenti di lunghi romanzi, quando sotto il naso ho avuto per molto pagine essenziali e che, spesso, con poche parole riescono a giungere al profondo! E' questa la cosa che amo di più dei libri per ragazzi...

Tra le letture recenti che mi hanno colpito di più:

 Per la sua vena di malinconia che ben conosco e riconosco in me.

  Per il dolce modo in cui mi è capitato tra la mani e per essere riuscito a mettere d'accordo tutta la famiglia.

Per avermi stregato e fatto                                                                                        sognare. Di questo parlavo già                                                                                  qui.










Ringrazio davvero tanto il blog Paroleombra per avermi offerto quest'occasione di ricordare e per aver organizzato una così bella iniziativa.
Scusate se mi sono dilungata troppo, spero di non avervi annoiato.


domenica 26 luglio 2015

Flashbook 2015: io c'ero! (piccoli consigli per Flahbookiani in erba)

Prendi qualche libro, un po' di buona volontà, un po' di faccia tosta, tanta voglia di divertirsi ed il gioco e' fatto!

Quest'anno, sempre cercando di allargare i miei orizzonti nella promozione della lettura, mi sono buttata in questa nuova avventura seguendo e partecipando all'iniziativa di Flashbook!
Un'iniziativa nazionale che, lo ammetto, ancora non conoscevo.

Per tutto il mese di luglio chiunque può iscriversi a questo flashmob di lettura scegliendo solamente un posto dove leggere a bambini e mettendosi alla prova nella lettura ad alta voce e nel coinvolgere genitori e ragazzi. Quello che più mi ha colpito è la libertà e flessibilità che permette pur sentendosi parte di qualcosa di grande, organizzato, motivato e che trasmette tanta passione e carica!
E così, quest'anno Silviapunto è stata un piccolo tassello di questo grande quadro...

E' con iniziative come questa, senza tanta burocrazia, senza tanti pensieri ma con tanto impegno, che si vede la bellezza di un 'paese' che si unisce intorno ad una passione mettendo in gioco la propria capacità ed esperienza e regalandole, così, agli altri con semplicità.
Fresco, nuovo, di cuore...

Quindi, mi sento di dare dei piccoli consigli a organizzatori alle prime armi di flashbook sulla base delle paure e delle 'soluzioni' che ho trovato io:


Oddio, che libri scelgo?
Ho valutato e rivalutato i libri, avevo paura di scegliere testi per fasce d'età non adatte, per esempio prendere libri per bambini troppo piccoli e trovarmi di fronte ragazzoni delle elementari!
Come ho ovviato al problema? Ho scelto qualche libro per tutte le età così da essere pronti a tutte le evenienze! E infatti...ero carica come la befana!
Lavibliografia che Flashbook mette a disposizione è stata molto utile anche per conoscere nuovi libri. Inoltre, con un grande lavorio ogni giorno sulla pagina Facebook dell'evento hanno aggiunto delle brevi descrizioni dei libri in elenco.
Qui invece trovate i libri letti da me!

Oddio, dove lo faccio?
Consiglio, se come me non avete già bambini da portarvi dietro come clac, di scegliere un luogo in cui si trovano gia' bambini e mamme cosi' da poter 'racimolare' qualche presenza anche last minute!

Cioe', vado li' cosi'...e se non c'e' nessuno??
Stampate volantini e iniziate a farvi pubblicita' giorni prima interessando all'evento e affiggeteli nel quartiere, all'ingresso del parco ecc.
Io, per esempio, per superare la
timidezza del primo contatto mi eri anche preparata un badge con il logo di Flashbook che mi faceva sentire molto professionale!

Finiti i preparativi, veniamo a noi!

Ho scelto l'ombra di un grande albero in un parco, vicino la zona dei giochi, frequentata dalle famiglie, steso un grande telo, messo in vetrina i libri ed atteso emozionata...
Complice il caldo, i molti impegni che i giorni prima non mi avevano permesso di attenermi molto al mio programma promozionale, hanno partecipato solamente 3-4 bambini ma spero di poter ripetere l'anno prossimo, o magari anche prima se ce ne sarà occasione, e provare a coinvolgere più persone.
L'esperienza è stata molto bella...i bambini si sono divertiti e alla fine i libri che avevo con me erano perfino troppi! In particolare è stato molto bello vedere la timidezza con cui i bambini si sono approcciati a questa nuova situazione e poi il loro sempre più prendere confidenza.
Purtroppo ero sola e, presa dall'emozione, non ho scattato foto delle letture, ma solamente dei preparativi!



Insomma, grazie Flashbook per questa possibilità.