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martedì 5 aprile 2016

Canti dell'attesa

Attesa,
c'è chi attende la primavera, chi attende tempi migliori, chi attende un amore.
Un amore che cresce in simbiosi con la nostra vita, l'attesa di una nascita.
Anzi, di una nascita e di una rinascita.

Non sono ancora mamma, ma sono tanto figlia, e se oggi ancora, dopo 26 anni, i suoi occhi brillano nel ricordo della mia attesa posso solo provare ad immaginare che emozione dev'essere stata e che cambiamento di vita!

Così, ho deciso di omaggiare il nuovo inizio di questa primavera,
uno sbocciare profumato di gemme che erano solo nascoste ai nostri occhi distratti e che eppure erano lì, in essere, tutto questo tempo, aspettando solo il momento giusto per fiorire, con l'inizio di tutti gli inizi, lo sbocciare di tutti gli sbocciare, la nascita di una nuova vita.

Un processo primordiale tra i più misteriosi ed affascinanti del mondo, anzi dell'universo, che si svolge proprio sotto i nostri occhi, dentro i nostri corpi, ignari e pronti ad accogliere la grande novità.

Molti libri "per bambini" sono stati scritti forse più per mamme che per bambini sull'attesa;
libri che possono cullare e cadenzare l'attesa di queste mamme e bambini in divenire come tenere ninne nanne.
Quale dono più grande si potrebbe far loro se non regalare un caldo abbraccio di parole e colori?

Tra i tanti libri, quelli che io regalerei/mi regalerei sono:

"Canti dell'attesa"
con le stupende e delicate ventuno poesie di Sabrina Giarratana accompagnate dalle evocative illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini, che con la luce, quella del suo nome, dipinge bianchi fondali (e quale colore più del bianco indica la nascita?)
Canto della pazienza
Ci vuole tempo, tempo per fare
l'opera è grande, devo aspettare
ci vuole un lungo lavoro attento
perché si arrivi a compimento
ad aspettarti io sto imparando
e sarai tu che decidi quando
devo lasciare la porta aperta
la mia pazienza è una scoperta.




"La prima volta che sono nata" di Cuvellier e Dutertre.
Se proprio volete far commuovere le neo-mamme, o anche le mamme di tutte le età, o anche le figlie di tutte le età! 
Insomma, non ci si può non commuovere con quest'albo illustrato, o meglio si può, uno degli aspetti belli di questo libro è che ha tantissimi livelli di lettura, così, come poi è quasi sempre, un adulto lo leggerà in modo sicuramente diverso da un bambino; in questo caso, questo è veramente un libro per tutte le età, farà sorridere la protagonista, che i giovani seguono in una sua così naturale esplorazione della vita.
Vita che muta in continuazione, in un'infinità di prime volte, fino alla seconda nascita, perfino più profonda e sentita, quella in cui guardiamo il volto di chi prima sentivamo solamente in noi. 





"Crescendo" di Alessandro Sanna, un magico racconto silenzioso, tra le pagine, ed accompagnato dalla musica di Paolo Fresu.
Un racconto per immagini, un diario dell'attesa, che di settimana in settimana porta all'incontro più importante.
Delicati fotogrammi di un corpo che muta in silhouette.
Veramente essenziale e toccante allo stesso tempo grazie agli acquerelli del bravissimo Alessandro Sanna e ad un'intuizione semplice ma estremamente efficace e ricca di meraviglia.
Mi dispiace se con le parole non riuscirò a comunicare quanto vorrei, ma a volte le parole non servono.
Grazie 




lunedì 22 febbraio 2016

Le case di Monteverde

III Incontro LIA Monteverde, Roma:

Grazie all'iniziativa LIA ed all'impegno di chi, con tenacia, ha voluto avviare un gruppo di lettura nel quartiere di Monteverde, è già la terza volta che ci si riunisce per discutere e presentare libri per ragazzi intorno ad un tema conduttore; ottima occasione per potersi confrontare e condividere questa passione con nuove conoscenze e poi chissà...
Dopo il tema "Ironia", gentilmente ospitato dalla casa editrice Orecchio Acerbo, e "Viaggio", in questo incontro si è trattato di "Case" nella stupenda cornice del Bistrot Al Clivo.
Case come rifugio sicuro, case come tane o come luogo di sogno e fantasia, case testimoni dello scorrere del tempo, case secolari come alberi che osservano lo scorrere della vita, case come incontro.
In questo "incontro" si sono presentati i seguenti libri:

Madama Topina e le case del bosco, George Mendoza, Doris Smith, Piccoli Editori

Libro anni '80 delizioso ricco di dettagli curiosi e affascinanti per perdersi nelle immagini e viaggiare con la fantasia.



Il signor nessuno, Joanna Concejo, Topipittori
Albo malinconico con illustrazioni immaginifiche che rivelano diversi livelli di lettura; giocato sui toni del grigio, come è grigia la realtà del signor Nessuno, così normale e così speciale...eppure così solo.


Virginia Wolf: la bambina con il lupo dentro, Kyo Mac Leon, Isabelle Arsenault, Rizzoli
(di cui avevo già parlato qui)


Una casa che può significare chiusura dal mondo esterno, ricerca di protezione, rifugio ma anche isolamento: isolamento che l'amore può, ancora, superare per una nuova ricongiunzione.


Frigo Vide, Dorémus, Francia


Albo francese del 2009 e premiato nel 2015 dal Bologna Ragazzi Award.
A chi non è capitato di tornare a casa la sera e non avere nulla nel frigo? Chissà che questa non diventi l'occasione per una nuova avventura e per conoscere chi ci vive accanto. 
Case in cui si incontra l'altro per vivere un'esperienza nuova e comune. Ironico e accurato. soprattutto nella scelta del colore.


Luna e la camera blu, Magdalena Guirao Julien, Chirstine Dawenier, Babalibri

 

Libro che inizia con una storia qualunque, una nonna e una nipote con le loro abitudini, dai toni acquarellati e freschi per poi inoltrarsi nel mondo fatato di un'antica tappezzeria in cui la bambina riesce a entrare con la fantasia, porta per straordinarie avventure di gessetto rosso.

Casa del Tempo, Roberto Innocenti, Roberto Piumini, La Margherita


La storia di una casa lunga un secolo: gli inquilini cambiano, la storia segue il suo corso e lascia le sue tracce. Innocenti illustra con il suo stile unico questa storia tra tante.

Grazie,
a presto!

martedì 22 dicembre 2015

Evocando - Mara Cerri

Evocando

La parola "evocare" risuona in me di antichi echi; corre e sguscia tra gli angoli delle pareti come fumo, sale dalla pianura come nebbia sollevando granelli luccicanti di polvere che si depositano, senza un rumore, dove è difficile vederli.
Rimangono lì, 
silenziosi, a volte per anni, accucciati calmi in un angolo. 
Poi basta poco per farli tornare a galla, come piccole bolle d'aria.

Questo il potere di alcune immagini,
Ho sfogliato due libri, in tempi lontani e in luoghi diversi, due libri che non avevo accomunato, che avevo succhiato con gli occhi e lasciato depositare finché li ritrovo vicini e mi rendo conto che, per tutto questo tempo, erano rimasti dentro di me a maturare.
E solo allora mi accorgo che non erano solo la mia sensazione ed il mio ricordo ad accomunarli ma dividevano qualcosa di ben più grande, la stessa autrice.

Nell'uno, raccoglie a ritroso piccoli sassetti lasciati lungo il percorso, per ritrovarsi bambina.
Nell'altro, guarda in alto, cammina, spera, desidera, si conosce.

Figure che emergono da una tazza di latte o dietro una tenda velata che balla di vento d'estate.
Figure delicate, metafore poetiche, che sfumano fino a scomparire.
Per un'immagine di donna sensibile, completa, che custodisce e culla teneri ricordi, che guarda, ancora, con occhi bambini la sua stella cadente.

Non c'è niente da fare, alcuni libri si comprano per i bambini, alcuni si comprano per sé.
Una frase, da Borges, che Mara Cerri ama:
" il libro è lo specchio d'ogni volto che sopra vi si china"


"prima nei segni sul foglio che cercavano di raccontarmi com'ero in quel momento. Poi sono arrivate le parole a dare senso ed unità, a spiegarmi quello che stavo facendo... soprattutto quello che stavo desiderando perché questo libro è un libro di desideri, il tentativo di sfuggire alla pesantezza che a volte mi prende ed è il peggior nemico”.
(dall'intervista per Alicenelpaesedeibambini)
            IL TEMPO SI FERMA CON LE FORCINE
    “I capelli cresciuti sono il segno del tempo trascorso e quelli di mia nonna sono capelli lunghi. Sono la sua vita grigia che ha fatto le doppie punte e che lei raccoglie in testa con le forcine. Ferma tutti i capelli nella sua crocchia, a far più brevi le distanze tra i ricordi vicini e lontani…”
                                                                              Da Dentro gli occhi cosa resta.





sabato 7 novembre 2015

Alessandro Sanna: pennello e poesia

...pennello e poesia...

Le sfumature del cielo,
il suo riflesso nell'acqua che scorre placida.
Il rosa, il blu, il nero, il bianco
e tutte le sfumature nel mezzo.
L'atmosfera raccolta e speciale della sera;
la quiete di paesaggi sorpresi prima che gli osservatori si sveglino.
Il silenzio.
Silenzio che è sguardo attento e caldo, 
che è amore,
respiro.

Sfogliare un paesaggio.

Lo vedo cambiare sotto il mio sguardo.


"Quel ramo del lago di Como..."
Iniziava così e per anni mi è stato detto che il nostro sguardo veniva guidato come una cinepresa che lentamente si avvicina alla storia, come in un film.
Questo fa Alessandro Sanna nei suoi acquerelli, quasi cinematografici, ferma istanti, fa sorvolare la campagna, osservare dettagli e unisce il tutto creando una narrazione silenziosa, leggiadra ed emozionante, come in uno storyboard, come se si potesse veramente volare.

E nel farlo ci fa credere che tutto sia semplice, che tutto sia calmo.



Tra i miei illustratori italiani preferiti. Mi aveva rapito con il silent book "Fiume lento", Rizzoli, vincitore del premio Andersen del 2014 come Miglior albo illustrato.
Le motivazioni della giuria:
Per averci regalato, fra evocazione e rappresentazione, fra storia e natura, un ritratto vivido ed emozionante del fiume e delle sue storie.
Per un’opera commossa e commovente, solenne e vitale di altissimo valore espressivo.
Per disegni di assoluta e struggente bellezza, vibranti e incantati.





Attendo di innamorarmi di "Pinocchio prima di Pinocchio", orecchio acerbo editore,



Dall'intervista per Centostorie:
"Chi sono i tuoi illustratori preferiti?"
Alessandro risponde: 
"Pierino Matitone, Luigi Scarabocchio, Aldo di China, Nunzio Mezzatinta e Graziano Segnogrosso. Questi sono solo alcuni degli illustratori che stimo di più."


lunedì 13 luglio 2015

Leo Lionni e l'Isola Chi-Sono


Lasciati guidare dalla grande mano di Leo Lionni, 
calda come quella di un papà,
fino all'isola Chi-Sono.

Chi frequenta il mio blog ormai sa che le mie sono recensioni e commenti 'tutti personali'. Non mi riterrei in grado di fare altrimenti e so che la mia esperienza in questo settore è solamente all'inizio.

Oggi vi racconto di Leo Lionni, artista prima che autore per ragazzi.
E vi racconto di come io, per caso, l'ho scoperto.

Sono passati un paio d'anni da quando mi sono iniziata ad interessare più concretamente alla letteratura per ragazzi e ricordo di star passeggiando ad una fiera e di vedere tanta gente osservare e parlare di questo strano libro 'Pezzettino'.
Mi aveva incuriosito ed avevo provato a sfogliarlo. Che immagini...come non ne avevo mai viste, colori accessi, forme astratte...non mi aveva colpito particolarmente. Eppure, qualcosa doveva avere per riscuotere tutto quell'interesse!
E, inoltre, mi ero convinta che fosse un libro appena uscito, il fenomeno editoriale del momento.
E l'ho accantonato li'!

E' stato leggendo le altre opere di Lionni piano piano, un po' alla volta, in una scoperta durata mesi, quando mi capitavano alla mano, che ho iniziato a comprenderne il senso in un quadro più ampio e ad apprezzarlo più nel profondo.

Avevo programmato di scrivere questo post molto tempo fa ed oggi, alla luce di tutto quello che sta avvenendo intorno al mondo della letteratura per l'infanzia, in un momento in cui parole che credevo ormai estinte come 'censura' tornano ad emergere e mi fanno venire la pelle d'oca, questo post assume un senso diverso.
E così,  raccontandovi la dolcezza che ho trovato in questi libri e le emozioni che ho provato leggendoli, consigliandoli e facendoli leggere, mi sembra quasi di restituire una immaginaria carezza all'idea di un autore che sento esser stata ferita.


Leo Lionni e la costruzione di identità
Mi sembra di ritrovare un tema comune in molti dei suoi libri, quello di personaggi che affrontano un percorso per affermarsi, per ritrovarsi e per scoprirsi...e, infondo, non è il tema più vecchio del mondo, già dalle antiche fiabe raccontante alla luce del focolare?

Scoprirsi nella propria unicità e nella propria specialità e normalità mi appare, ora, il percorso più difficoltoso da affrontare. E, come per ogni viaggio, ognuno raggiunge la meta desiderata con i propri tempo e con diverse modalità. Alle volte, qualcuno per questa straordinaria ricerca ci impiega per tutta la vita.
Trovo stupendo che bambini ancora piccoli possano scoprire, e spero sentire nel profondo, ciò che io ho scoperto solo da grande: che infondo
"Vado veramente bene così come sono!"
Per qualcuno questa è un'idea rivoluzionaria...


Quest'autore, come succede a molti, è legato indissolubilmente ad una sua opera:
Piccolo Blu e Piccolo Giallo (1959)



Un libro che ha scardinato regole dell'immaginazione fino ad allora date per certe ed ha aperto una via tutta nuova al racconto per immagini ed alle storie per bambini...una "Guernica" della letteratura per l'infanzia.

Piccolo Blu e Piccolo Giallo in versione tattile? E' possibile. Guardate qui.http://ditotest.areato.org/interviste-e-dintorni/dijon-15_3_2011/#.VZ_VpVjX6mY.twitter.


Veniamo ora, finalmente, ai miei preferiti, in cui la tematica della ricerca dell'identità è, a mio avviso, particolarmente forte:

La trilogia dell'Isola Chi-Sono


Guizzino (1963) o come mi piace chiamarlo "Swimmy" dal titolo in lingua originale.


Un piccolo Nemo di 50 anni fa.
Uno e tanti. Idee originali e fantastiche illustrazioni fuori dal comune, per imparare a guardare le cose sempre da diverse prospettive.








Federico (1967)  


Apparentemente niente di nuovo sotto al sole: la vecchia favola della "formica e la cicala" in versione topolini...
Un dettaglio è differente e rivela tutta la sua modernità: quello che avrà più valore conservare sono la memoria ed i ricordi, le immagini e le sensazioni di un giorno d'estate.
E così Federico troverà finalmente il suo ruolo.
Poetico ed unico.














Pezzettino (1975)



"Scusa", chiese allora a quello che corre, "per caso, sono un tuo pezzettino?"
"Come potrei correre se mi mancasse un pezzetto?" rispose quello che corre.

Il linguaggio poetico e rituale ci guida pagina dopo pagina a seguirlo, accompagnati dalle stupende tavole colorate ed immaginifiche.