Fortunatamente oggi dovevo lavorare solo due ore,
Sfortunatamente sono dovuta andare a fare una supplenza.
Fortunatamente erano solo due ore,
Sfortunatamente non conoscevo per nulla la classe.
Fortunatamente sembravano buoni,
Sfortunatamente erano 25.
Fortunatamente sono stata avvisata che
Sfortunatamente proprio questa mattina ci sarebbe stata la prova antincendio!
Fortunatamente eravamo al primo piano,
Sfortunatamente non hanno più voluto lavorare.
Fortunatamente avevo con me il kit libri pronto soccorso,
Sfortunatamente e' suonata la campana d'allarme.
Fortunatamente la prova e' durata poco,
Sfortunatamente siamo tornati in classe dopo poco.
Fortunatamente avevo ancora il tempo per leggere
Perché fortunatamente hanno amato il libro
E fortunatamente sono andata a casa felice e contenta!
Si sa, i bambini sono in grado di fare le domande più insensate e darsi le risposte più improbabili, inventare stratagemmi e nuovi finali, arricchire storie e colorare racconti.
Abbiamo letto il libro due volte, il pubblico chiedeva il bis!
Alla quinta domanda 'Ma perché...?'
Ho detto: 'Questo può saperlo solo l'autore...'
E, detto fatto: "Caro Remy Charlip," scrivono i bambini della III C "abbiamo delle curiosità sul tuo libro".
Pur sapendo che una risposta non potrà esserci a questa lettera, almeno non da parte dell'autore è stato bello vederli così attivi ed appassionati e li ho lasciati fare.
Ed ora starà alla maestra, che ha parlato troppo presto, trovare il finale della storia...
'Fortunatamente', consigliato per lettori di tutte le eta', attenzione puo' creare dipendenza.
Come si legge dal sito della casa editrice Orecchio Acerbo: "Sottovoce, pudicamente, ricorda che nella vita non sempre è primavera. Ma anche che l'inverno non dura in eterno".
Sono della generazione di Toy Story e questo libro non poteva non colpirmi.
Quando ero piccola, ma non troppo piccola, uscì nelle sale un film che ha cambiato la mia infanzia e la mia relazione con le cose, in particolare con i miei giochi; una relazione che si è fatta a volte morbosa! Quel maledetto film mi tornava alla mente ogni volta che sceglievo un pupazzo per giocare e immaginavo le facce tristi degli esclusi, ogni volta che per un po' di tempo non usavo un gioco e temevo si sentisse abbandonato, perfino mi era proibito pronunciare la parola "preferito"!
Insomma, per non ferire i sentimenti di nessuno, mi forzavo di utilizzare una sorta di calendario di turni di gioco, per far muovere tutti dalla propria posizione, cercavo di riservare parole carine ad ognuno di loro (e soprattutto non mi facevo fregare quando mi facevano la domanda proibita con "preferito" e restavo sul vago!).
Per un periodo ho avuto tutto abbastanza sotto controllo, ma il problema vero è arrivato quando ho dovuto iniziare a selezionare cosa tenere e cosa dare via di quei giochi che ormai non usavo quasi più.
E lì è iniziato il dramma!
Ci sono voluti anni per scrollarmi di dosso quel senso di responsabilità che Toy Story mi aveva fatto nascere, e che forse non è ancora del tutto estirpato (basta guardare nello scaffale più in alto del mio armadio...) ed ora mi ritrovo in mano questo libro che avvalora questa teoria: anche gli oggetti hanno dei sentimenti!
Ovviamente, lo so, si tratta solo di una storia, ma se fosse così?
Allora la storia si moltiplicherebbe e si potrebbero inventare infinite storie, infinite trame ed infiniti personaggi, ognuno con il suo carattere ed ognuno, magari, con qualche appunto e rimprovero da fare, in uno spassoso gioco, come questi impertinenti colori che un giorno, così di punto in bianco, decidono di tirar fuori tutti i problemi accumulati! Il mazzo di tulipani in salotto mi potrebbe scrivere: "Cara Silvia, lo so che siamo stati un dono molto gradito e che ti ricordiamo un piacevole evento, ma dopo quasi dieci giorni, non credi sia il caso di lasciarci riposare un po'? Siamo stanchi di stare in piedi tutto questo tempo e non abbiamo più il bel colore giallo accesso dei primi giorni, non vogliamo farci vedere giù!"
E magari potrei ricomporre tutte le storie e tutti i desideri in un bel disegno, come fa Duncan nel libro, e finalmente riuscire ad accontentare tutti in un dolce lieto fine!
Quando un libro colpisce dritto al cuore e poi resta nella testa e ci torni a pensare e ci torni a sorridere...
Il libro è in inglese e sono ancora indecisa se approntare una rapida traduzione per poterlo proporre in classe o provare a leggerlo direttamente in lingua e vedere cosa ne viene fuori, credo che potrebbe essere, anzi, un modo divertente di fare una lezione in inglese diversa e ritrovare molti termini che loro già conoscono.
Vi terrò aggiornati ;)
Classe nuova, supplenza lampo di due ore a sorpresa. Prendo la mia borsa d'emergenza e vado.
'Vi racconto una storia:
la storia di una bambina. indovinate come si chiamava?
Si chiamava Silvia'.
'Eri tu maestra?'
'No! UNA bambina, mica mi chiamo solo io Silvia!
E' il giorno del suo compleanno, compie 8 anni, e riceve un regalo che in quel momento non le piace tantissimo...un regalo di carta!'
'Un libro!!'
'Già, pero' in quel momento non mi era...ehm ehm...non le era... sembrato un regalo prezioso, avrebbe preferito un giocattolo. Invece piano piano le iniziò a piacere cosi' tanto che ancora lo conserva.
Poi questa bambina e' diventata maestra'
'Allora lo vedi che sei tu!!'
'E ancora conserva quel libro e lo porta nelle classi per leggerlo ancora, dopo quasi 20 anni.
Ed, infatti, ho proprio qui la copia originale originalissima di quel compleanno!'
Il libro era: 'Un sacco di risate, una valle di lacrime'.
Un libro che non inizia con delle parole ma con dei disegni.
Un libro fuori produzione, a quanto mi risulta. Se siete tra i fortunati ad averlo, tenetevelo stretto come faccio io, altrimenti cercatene assolutamente una copia!
Stasera sto con papà!
Allora: Sofficini fritti in tanto olio, o forse uova lesse, o forse brodo con un dado intero.
E poi si spicciano i piatti ballando con la radio,
e poi tutti e due sul divano a prendere in giro i film d'azione con una ciotolona di pop corn, sempre fatti con una padella troppo grande, e sempre affogati nel sale.
Ed è così che mamma ci ritrovava al suo ritorno.
Eppure c'è stato un periodo in cui rimanere sola con papà la sera mi sembrava veramente molto strano, e ricordo le prime imbarazzanti volte che è capitato ed ero già grandicella abbastanza da ricordarlo.
Le mie amichette mi dicevano "Che fortunata! Io non vedo l'ora che mamma esca!"
Io invece avevo solo tanta paura. Gli schemi che cambiano, altri punti di riferimento, altre abitudini...anche se solo per una sera...
E già dalla mattina sentivo un formicolio sospettoso crescermi dentro e l'attesa diventava lunghissima, come quando ti invitavano a quelle terribili feste in cui non conosci nessuno ma non puoi mancare e speri, in qualche modo, di riuscire ad ambientarti.
Si sa, o almeno per me funziona così, è l'abitudine che rendendo le cose un po' meno 'speciali' le rende anche più naturali!
Mamma, non me ne volere, ma saresti dovuta uscire più spesso quando ero piccola, mantenere le tue amicizie e lasciare che io e papà trovassimo prima questa dimensione a due. Mamme, uscite!
Questo piccolo albo illustrato è semplicemente delizioso e poi così veritiero.
E' vero, con papà il pigiama è al contrario, la cameretta in disordine, il purè troppo salato, il bagno una lotta di schizzi, scoppi di ridarella sono previsti e frequenti, e tutto si trasforma in un gioco.
E dopo essersi abituati, è la festa più bella a cui siate mai stati!
Allora, papà, leggete questo libro, magari proprio alla fine di una pazza serata da soli e tutto diventerà ancora più speciale ed ancora più un vostro segreto.
E' Terre di mezzo che rispolvera 30 anni di attesa e porta in Italia questo bellissimo albo di Karla Kuskin ed illustrato da Marc Simont.
"The philarmonic get dressed" il titolo originale, magistralmente tradotto ed adattato nel gioco di parole "Prima della prima".
Questo piccolo libro, di cui non avevo mai sentito parlare, mi occhieggiava, nascosto, dai ripiani della libreria, quasi schiacciato, lì tra un tomo e l'altro.
Lo apro ed è subito amore.
La storia scorre lenta e si mostra timida un pezzetto alla volta lasciandomi il tempo di assaporare pagina dopo pagina le parole e di gustare ogni piccolo dettaglio delle immagini.
E' arrivata l'ora di sfatare un po' il mito di quei pinguini imbalsamati che suonano in posti così puliti e con un'aurea quasi di intoccabilità. Ebbene sì, se ve lo siete mai chiesi mentre li guardavate, come me e come forse fanno tutti, tra uno sbadiglio e l'altro o tra un'aria e l'altra nel momento in cui compostamente ricevono gli applausi, o nel mezzo dell'ammirazione per un organismo composto di 105 diversi individui che in quel momento sembrano funzionare in una perfetta armonia e sincronia...bhè, sì, anche loro sono esseri umani come noi!
Finiscono il concerto e vanno a casa, proprio come noi, tornano dalla loro famiglia, proprio come noi, e magari qualcuno neanche aveva voglia di essere lì quella sera!
Questo libro, ha proprio questo merito, ridare umanità all'ideale di queste persone, ridonargli semplicità.
E, con il sorriso sulle labbra che sicuramente ci strapperanno, ci staranno anche un po' più simpatici!
Finisce a pieno diritto nella mia "mensola delle letture promesse". Una mensola, a volte reale, a volte solamente immaginaria, in cui metto tutte le letture che mi hanno colpito per qualche motivo e che voglio ricordarmi di proporre in classe ai miei alunni, se e quando ce ne fosse la possibilità.
Quando leggerei questo? Proprio come apertura di una bella lezione di musica o di un bell'ascolto, perfetto per entrare a piccoli passi nella magia!
Giorni fa ho dovuto redigere un'esercitazione per un corso che sto seguendo basandomi sul testo della Professoressa Freschi "Il piacere delle storie".
Seguendo le indicazioni contenute nel testo, che tra l'altro offre anche una esaustiva bibliografia per il nido e la scuola dell'infanzia, ci era stato chiesto di buttare giù un progetto di lettura scegliendo un albo illustrato a nostro piacimento.
Ed io ho scelto: "A caccia dell'Orso". Un libro che trovo semplicemente fantastico!
Tra l'altro anche questo è tra gli ormai famosissimi 49 libri messi all'indice a Venezia...cosa che trovo scandalosa!
Ho pensato di condividere qui la mia esercitazione per lasciare delle idee o degli spunti di riflessione che possono interessarvi o se volete darmi suggerimenti.
Prima di avventurarvi nella lettura, per chi non ne ha ancora avuto l'occasione, consiglio di guardare questo fantastico filmato in cui lo scrittore del libro legge la sua creazione, rimarrete a bocca aperta!
PROGETTO DI LETTURA
Libro scelto:
A
caccia dell’Orso di Michael Rosen - Illustrazioni di Helen Oxenbury,
pubblicato nel 2001 in Italia dalla casa editrice Arnoldo Mondadori Editore
S.p.A.
Descrizione del libro:
l’albo illustrato racconta le avventure di
una allegra famigliola che parte in gita alla ricerca dell’orso al ritmo di “A
caccia dell’orso andiamo. Di un orso grande e grosso. Ma che bella giornata!
Paura non abbiamo.”
Bambini, papà e cane, insieme, condividono
questa gioiosa esperienza superando, sempre insieme, gli ostacoli che
incontrano sul cammino. Così si troveranno ad attraversare un campo, un fiume,
un bosco e la melma.
Fino a giungere all’imbocco di una grotta.
E così, per caso, giungono nella tana dell’orso e si troveranno veramente
faccia a faccia con ciò che stavano cercando.
A questo punto parte la corsa a ritroso
della famiglia spaventata fino a tornare a casa e infilarsi tutti (cane
compreso) sotto il piumone in un caldo abbraccio.
Ho scelto questo libro, vincitore nel 2013
del Premio Andersen per Miglior libro mai premiato, perché, oltre a narrare una
vicenda avvincente, appassionante e divertente, ha uno stile unico che permette
l’esplorazione e l’approfondimento di molti aspetti in attività con i bambini.
Dal punto di vista tematico tratta la
condivisione con la famiglia di esperienze positive, l’unione con i membri
familiari, la collaborazione, la paura ed il coraggio.
Dal punto di vista stilistico, l’albo è
caratterizzato da una perfetta sintonia di immagini e testo. Quest’ultimo è
semplice ma allo stesso tempo rituale, ritmico e dinamico, con la ripetizione
della stessa formula che viene quasi istintivo cantare.
Il ritmo è la chiave della riuscita del
libro, infatti, non lo troviamo solo nel testo ma anche nelle immagini che
giungono alla corsa frenetica all’indietro riducendo addirittura le azioni in
tanti riquadri quasi fumettistici nelle grandi pagine.
Le immagini sono caratterizzate, inoltre,
dall’alternanza di tavole in bianco e nero e tavole a colori, anche questa in
maniera ripetitiva e rituale, seguendo le vicende narrate. Nelle tavole a
colori a doppia pagina il testo si riduce in onomatopee “Svish Svush!” perfette
per letture ad alta voce e animazioni.
Gruppo di ascolto:
una sezione di Scuola dell’Infanzia.
Data di inizio e di fine attività:
Il progetto sarà avviato nel mese di
febbraio e si concluderà a maggio.
Organizzazione dello spazio:
Per la lettura sarà strutturato un ambiente comodo ed
accogliente con cuscini e tappeti. Per le attività seguenti si utilizzeranno
dei piccoli tavoli raggruppati in piccole unità per favorire la collaborazione
e la condivisione.
Materiali:
libro, macchina fotografica, materiale di
riciclo vario, materiale di cartoleria.
Obiettivi:
-Motivare alla lettura favorendo lo sviluppo
linguistico e la capacità di comprensione della storia;
-Aumentare i tempi di ascolto e di attenzione;
-Riconoscere e denominare gli elementi delle immagini;
-Osservare e descrivere fenomeni che li circondano e
della natura;
-Acquisire maggiore consapevolezza del proprio vissuto
corporeo-sensoriale;
-Stimolare il confronto e la collaborazione con il
gruppo;
-Stimolare la creatività, la curiosità ed il piacere
della scoperta;
-Favorire la comprensione ed il riconoscimento delle
emozioni, proprie ed altrui, attraverso
empatia ed identificazione con i protagonisti della storia;
-Sviluppare capacità espressivo-manipolative,
sonoro-musicali e drammatico-teatrali.
Descrizione del percorso:
Il percorso si articolerà in due fasi.
1.Lettura narrativa e
dialogata del testo scelto accentuando i cambi ritmici e narrativi e
coinvolgendo i bambini nella ripetizione della stringa di testo sottoforma
melodica;
2.Realizzazione di
attività a partire dal libro per il conseguimento degli obiettivi prefissati.
Le attività sono state suddivise in alcune macro aree, cerando sempre di
stimolare la curiosità e la creatività del bambino:
ØSimulazione.
Coinvolgendo e
stimolando i bambini a imitare, immedesimandosi, alcune delle azioni proposte
dal testo si permette di acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo e
della realtà.
In particolare i bambini
mimeranno il camminare nelle diverse situazioni (acqua, fango, bosco, ecc.)
completando le rappresentazioni con azioni proposte da loro e sperimentando poi
situazioni nuove.
Questo albo consente
anche di esplorare la dimensione temporale delle azioni, in quanto è presente
un’andata ed un ritorno in cui le situazioni si ripetono. I bambini in gruppo
giocheranno a riprodurre una serie di azioni all’avanti ed a ritroso
alternandosi in queste.
Sempre stimolando il
bambino ad immedesimarsi nei personaggi e nelle proprie emozioni si avvierà una
conversazione guidata sull’ultima pagina (in cui l’orso, apparentemente
sconsolato, torna indietro solo) spingendo a proporre interpretazioni personali
e creative su “Cosa voleva l’orso?” “Cosa pensa l’orso ora?” fino ad immaginare
un altri finali possibili.
ØSegui le impronte.
Affinando le capacità di
osservare i dettagli di una immagine e di compiere inferenze, i bambini
verranno stimolati a trovare e scoprire nel libro tutte le impronte e le tracce
visibili.
In questo modo potranno
scoprire che, già dalla tavola in cui la famiglia trova la grotta, un dettaglio
preannuncia l’arrivo dell’orso (le sue impronte fuori l’ingresso).
Attraverso dei giochi
potranno ricollegare le impronte giuste ad i personaggi della storia e, data
una impronta, riprodurre quella speculare esplorando differenti tecniche.
Infine sperimenteranno
la riproduzione delle proprie impronte su differenti materiali lasciando la
loro traccia.
ØSuoni e rumori.
Partendo dalle
onomatopee proposte dal libro nelle situazioni che i bambini si sono trovati
anche ad imitare si giunge a cercare i rumori ed i suoni di ciò che ci circonda
cercando di riprodurli.
Successivamente,
attraverso, l’utilizzo di materiali di riciclo si sperimenteranno ulteriormente
le possibilità acustiche di differente materiale e si costruirà insieme dei
piccoli “strumenti musicali” che si potranno usare sia per drammatizzare la
storia, creandole una colonna sonora, che per armonizzare canzoncine in gruppo.
ØVita in bianco e nero.
In questo albo
attraverso la scelta dell’uso del colore o del bianco e nero si accentuano
emozioni e situazioni differenti.
I bambini potranno
iniziare ad esplorare le differenti tecniche nei loro disegni, scoprendo cosa
emerge dall’osservazione di una stessa immagine riprodotta in queste due
modalità.
Verifica e valutazione:
La verifica si effettuerà in itinere
attraverso l’osservazione durante i momenti di dialogo e condivisone e durante
lo svolgimento delle singole attività proposte, e alla conclusione del progetto
in maniera individuale con un colloquio non direttivo sulla comprensione del
testo e quanto appreso.
Documentazione:
Il progetto sarà documentato attraverso
foto e disegni raccogliendo e conservando tutto il materiale prodotto.
Considerazioni:
Lo stesso albo illustrato ed alcune delle
attività, riadattate secondo l’età di riferimento, potrebbero, a mio avviso,
essere molto utili ed apprezzate anche all’interno del Nido.