lunedì 22 febbraio 2016

Le case di Monteverde

III Incontro LIA Monteverde, Roma:

Grazie all'iniziativa LIA ed all'impegno di chi, con tenacia, ha voluto avviare un gruppo di lettura nel quartiere di Monteverde, è già la terza volta che ci si riunisce per discutere e presentare libri per ragazzi intorno ad un tema conduttore; ottima occasione per potersi confrontare e condividere questa passione con nuove conoscenze e poi chissà...
Dopo il tema "Ironia", gentilmente ospitato dalla casa editrice Orecchio Acerbo, e "Viaggio", in questo incontro si è trattato di "Case" nella stupenda cornice del Bistrot Al Clivo.
Case come rifugio sicuro, case come tane o come luogo di sogno e fantasia, case testimoni dello scorrere del tempo, case secolari come alberi che osservano lo scorrere della vita, case come incontro.
In questo "incontro" si sono presentati i seguenti libri:

Madama Topina e le case del bosco, George Mendoza, Doris Smith, Piccoli Editori

Libro anni '80 delizioso ricco di dettagli curiosi e affascinanti per perdersi nelle immagini e viaggiare con la fantasia.



Il signor nessuno, Joanna Concejo, Topipittori
Albo malinconico con illustrazioni immaginifiche che rivelano diversi livelli di lettura; giocato sui toni del grigio, come è grigia la realtà del signor Nessuno, così normale e così speciale...eppure così solo.


Virginia Wolf: la bambina con il lupo dentro, Kyo Mac Leon, Isabelle Arsenault, Rizzoli
(di cui avevo già parlato qui)


Una casa che può significare chiusura dal mondo esterno, ricerca di protezione, rifugio ma anche isolamento: isolamento che l'amore può, ancora, superare per una nuova ricongiunzione.


Frigo Vide, Dorémus, Francia


Albo francese del 2009 e premiato nel 2015 dal Bologna Ragazzi Award.
A chi non è capitato di tornare a casa la sera e non avere nulla nel frigo? Chissà che questa non diventi l'occasione per una nuova avventura e per conoscere chi ci vive accanto. 
Case in cui si incontra l'altro per vivere un'esperienza nuova e comune. Ironico e accurato. soprattutto nella scelta del colore.


Luna e la camera blu, Magdalena Guirao Julien, Chirstine Dawenier, Babalibri

 

Libro che inizia con una storia qualunque, una nonna e una nipote con le loro abitudini, dai toni acquarellati e freschi per poi inoltrarsi nel mondo fatato di un'antica tappezzeria in cui la bambina riesce a entrare con la fantasia, porta per straordinarie avventure di gessetto rosso.

Casa del Tempo, Roberto Innocenti, Roberto Piumini, La Margherita


La storia di una casa lunga un secolo: gli inquilini cambiano, la storia segue il suo corso e lascia le sue tracce. Innocenti illustra con il suo stile unico questa storia tra tante.

Grazie,
a presto!

mercoledì 6 gennaio 2016

Silvia Perrone, una baraonda testa di sotto e piedi all'insù

Altra puntata per "Puntiamo in alto", questo mese alla scoperta di Silvia Perrone IllustrAutrice.
Sono molto lieta di poterle dedicare questo spazio, a lei, persona gentile e amichevole, ed ai suoi disegni, colorati e moderni con le guance rosse e paffute.


Ogni storia inizia con un C’era una volta raccontaci il tuo C’era una volta. 

Che bambina eri? Che rapporto avevi con i libri? Il libro del cuore della tua infanzia?

Ero, come direbbe mia nonna, una “Signorina Tummistufi”. In altre parole, una saputella combinaguai, con lo sguardo attento ed una frangetta storta che non stava mai al posto suo. L’unico modo per annientarmi e non sentire la mia vocetta petulante per qualche ora di fila, era rifilarmi un libro nuovo o carta e matita per disegnare. Ho sempre adorato i libri. Adorato, nel vero senso della parola. Amavo leggere e guardare le illustrazioni, d’accordo, ma non solo: adoravo i libri anche da chiusi, mi piaceva annusarli, godermi lo scricchiolio delle pagine mentre li sfogliavo. Dovendo scegliere il mio preferito, ad oggi direi “Ascolta il mio cuore” di Bianca Pitzorno, che rileggo ancora, quando mi va. Prisca, con il suo spirito battagliero da paladina della giustizia (e da signorina Tummistufi, come me) è stata, in assoluto, la prima eroina di cui mi sia mai innamorata.

Quando nasce la tua passione?

La mia passione per i libri e per il disegno nascono insieme, da piccolissima. Guardavo mia sorella più grande leggere e capii che si trattava di un potere sensazionale. Guardavo il mio papà dipingere e capii che anche quello doveva essere un potere che non potevo farmi sfuggire. Infine la mia mamma, che è sempre stata la più pragmatica della famiglia, mi mise a disposizione uno strumento strabiliante: le letterine magnetiche. E fu allora, forse, che cominciai ad inventare storie. Sopra il nostro frigorifero.

Che ostacoli hai incontrato?

L’ostacolo del passato è stata l’eccessiva razionalità, che teneva a briglie strette la mia fantasia ed il suo desiderio di correre sfrenata. L’ostacolo principale, oggi, è il tempo. E’ dura, tra lavori e impegni vari, ritagliare qualche ora (qualche secondo, nel peggiore dei casi) da dedicare all’illustrazione o alla scrittura, perché sono cresciuta a suon di “Prima il dovere e poi il piacere” e sono ancora troppo lontana dal considerare queste mie passioni un dovere. A volte vorrei proprio guardare il mondo a testa in giù e dirmi “Prima il piacere e poi il dovere, per una volta!” e presto o tardi, lo so, sarò così tenace da gridarlo.


Storie colori


Che tecniche usi per realizzare i tuoi lavori?

A me piace tutto. Ma davvero! Uso l’acquerello ma subito dopo mi imbatto in una tavola ad acrilico e mi innamoro dell’acrilico. Amo l’acrilico e le paste materiche ma poi mi innamoro del collage. Quindi torno alla matita, ci aggiungo del digitale, poi stampo tutto

e lo ritaglio per farci nuovo collage. Insomma, visto che non so scegliere, il più delle volte la mia è una tecnica mista. Ognuna di queste tecniche mi dà qualcosa alla quale, per ora, non so rinunciare. Spesso mi capita di ripensare ad alcune illustrazioni con tecniche diverse, ma poi vince sempre il calderone e ci butto dentro tutto. La mia è decisamente una tecnica mista. Mi mette allegria, mi fa pensare che il mio lavoro non sia mai così compiuto da non poter essere di nuovo stravolto. Credo che lo stile rispecchi immensamente la persona che siamo, oltre che gli artisti che vogliamo essere: io sono una baraonda, ecco tutto.

Che storie racconti attraverso le tue immagini?

Mi piace raccontare, attraverso le immagini, tutto ciò che mi passa per la testa: nuovi personaggi, situazioni paradossali, realtà viste come piace a me, con la testa di sotto e i piedi all’insù. A volte capita che da uno schizzo nasca un’idea e che da una faccia buffa venga fuori tutta la sua storia. A volte il contrario. Re Tempesta, per esempio, è nato al semaforo: è bastata un po’ di pioggia ed un tergicristalli petulante che gracchiava la sua tiritera, che in un attimo ho sentito il bisogno di dare un volto al mio personaggio. Finora, comunque, tutte le storie che amo illustrare sono storie per bambini, perché, tanto per citare M. Montessori (che di bambini ne sapeva molto più di me), “Il bambino è insieme una speranza e una promessa per l’umanità”. Ed io sono assolutamente d’accordo con lei.

A cosa/chi ti ispiri?

I miei illustratori di riferimento sono dei mostri sacri dell’immagine, in perfetto stile “Puntiamo in alto”. Oltre ad essere indiscutibilmente fenomenali, c’è qualcosa in loro che mi trasmette quella sensazione “Uccidetemi, perché non sarò mai così brava” che trovo assolutamente utile, forse indispensabile, per andare avanti con la giusta grinta. Ne potrei citare a centinaia ma mi limito ad un nome, Olivier Tallec.

Come nascono le tue idee?

L’ispirazione, il più delle volte, fa toc toc alla porta nei momenti più impensati: in fila alla Posta, durante una cena noiosa, quando in borsa non ho uno straccio di penna né un pezzetto di carta. Cerco, però, di ingraziarmela in modi diversi, sfogliando albi illustrati di altri autori, leggendo, guardando film, aprendo la finestra e godendomi il parco di fronte casa, brulicante di storie. A volte serve poco, una scintilla. A volte, meglio chiudere lo sketchbook e farsi una bella cantata.


Come una vedetta pirata


Se chiudi gli occhi, dove vorresti essere? Come vorresti realizzarti? Cosa vorresti realizzare?

Chiudo gli occhi e sono dove sono ora, alla scrivania. Ma si tratta di una scrivania molto più grande, di legno grezzo e macchiata di acrilico colorato. Di fronte a me, barattoli e cilindri di ogni misura, pennelli, pennelli, pennelli, colori, scotch di carta, forbici, fogli
e ancora pennelli. Una tazza di tè dimenticata in un angolo che lascia la sua orgogliosa impronta circolare, un menabò in lavorazione aperto lì accanto. Sono un’illustratrice e un’autrice. Un’illustrAutrice.

Speri di fare della tua passione il tuo lavoro?

Lo spero con tutto il cuore e lavorerò con tutte le forze possibili per far sì che accada.

Quali sono le cose che ti piacciono di più di questa attività e quali le criticità?

Mi piace il fatto che non devo immedesimarmi in niente e nessuno, non devo “entrare nell’ottica”, inquadrarmi, adattarmi. Quando disegno sono me stessa e posso dimenticarmi di tutto il resto. Mi preoccupa, non lo nascondo, il fatto che, in questo lavoro, non esistono vacanze, niente ferie né pensione (ma del resto, di questi tempi…). Bisogna rimanere degli arzilli Peter Pan, sempre pronti a scattare per inseguire una nuova storia, un’avventura, o la propria ombra incontentabile.

Ogni storia ha bisogno di un finale, tu quale scegli?

Scelgo il finale di un libro molto bello, scritto da Thierry Lenain ed illustrato da Olivier Tallec (“Bisognerà", Lapis Edizioni). Dopo avere stilato un triste elenco di tutte le brutture di questo mondo, il libro recita così: “Alla fine il bambino guardò il mondo un’ultima volta, dalla sua isola. Poi decise…di nascere.”


Ecco l'immagine che troverete per tutto il mese di gennaio come copertina della pagina facebook del blog, tratta dall'albo illustrato "Re Tempesta" scritto ed illustrato da Silvia Perrone!



"L’immagine che ho scelto per la copertina fa parte di “Re Tempesta”, il mio primo albo illustrato, pubblicato da le Brumaie Editore (TO) nel 2015. Questo affascinante cuoco dagli occhi smeraldo è, senza dubbio, il mio personaggio preferito. E’ stato bello disegnarlo insieme alla rondinella che, sullo sfondo, non rinuncia a guardare il cielo, pronta a spiccare nuovamente il volo. A volte, anche nelle creature più piccole, c’è talmente tanta forza da smuovere persino un re."

martedì 22 dicembre 2015

Evocando - Mara Cerri

Evocando

La parola "evocare" risuona in me di antichi echi; corre e sguscia tra gli angoli delle pareti come fumo, sale dalla pianura come nebbia sollevando granelli luccicanti di polvere che si depositano, senza un rumore, dove è difficile vederli.
Rimangono lì, 
silenziosi, a volte per anni, accucciati calmi in un angolo. 
Poi basta poco per farli tornare a galla, come piccole bolle d'aria.

Questo il potere di alcune immagini,
Ho sfogliato due libri, in tempi lontani e in luoghi diversi, due libri che non avevo accomunato, che avevo succhiato con gli occhi e lasciato depositare finché li ritrovo vicini e mi rendo conto che, per tutto questo tempo, erano rimasti dentro di me a maturare.
E solo allora mi accorgo che non erano solo la mia sensazione ed il mio ricordo ad accomunarli ma dividevano qualcosa di ben più grande, la stessa autrice.

Nell'uno, raccoglie a ritroso piccoli sassetti lasciati lungo il percorso, per ritrovarsi bambina.
Nell'altro, guarda in alto, cammina, spera, desidera, si conosce.

Figure che emergono da una tazza di latte o dietro una tenda velata che balla di vento d'estate.
Figure delicate, metafore poetiche, che sfumano fino a scomparire.
Per un'immagine di donna sensibile, completa, che custodisce e culla teneri ricordi, che guarda, ancora, con occhi bambini la sua stella cadente.

Non c'è niente da fare, alcuni libri si comprano per i bambini, alcuni si comprano per sé.
Una frase, da Borges, che Mara Cerri ama:
" il libro è lo specchio d'ogni volto che sopra vi si china"


"prima nei segni sul foglio che cercavano di raccontarmi com'ero in quel momento. Poi sono arrivate le parole a dare senso ed unità, a spiegarmi quello che stavo facendo... soprattutto quello che stavo desiderando perché questo libro è un libro di desideri, il tentativo di sfuggire alla pesantezza che a volte mi prende ed è il peggior nemico”.
(dall'intervista per Alicenelpaesedeibambini)
            IL TEMPO SI FERMA CON LE FORCINE
    “I capelli cresciuti sono il segno del tempo trascorso e quelli di mia nonna sono capelli lunghi. Sono la sua vita grigia che ha fatto le doppie punte e che lei raccoglie in testa con le forcine. Ferma tutti i capelli nella sua crocchia, a far più brevi le distanze tra i ricordi vicini e lontani…”
                                                                              Da Dentro gli occhi cosa resta.





venerdì 18 dicembre 2015

A ritrovar le storie

Un gioco dell'oca in caselle di vita.

Un libro, un gioco, uno spettacolo teatrale. 
Un invito, un invito a raccontare e raccontarci.
Un turbinio di parole, catturate nel vento, che aprono finestre su storie, su mondi, su vite;
un turbinio di voci, ognuna uguale e ognuna diversa, ognuna giusta e ognuna sincera.

"La memoria è l'erba tagliata, 
l'abbraccio di nonna,
è profonda come un pozzo"
                        Dalla presentazione-spettacolo alla Fiera di Roma

Un invito che cerco di seguire e di cui sto facendo, anche qui, la mia bandiera, convinta che le storie che raccontiamo, le storie di noi, sono valore.
Insieme, per mano, a ritrovar le storie, a risvegliar le storie, entrando in punta di piedi nella stanza e parlando sottovoce come si fa con un bambino.
Storie che:

"Tanto tempo fa, quando i pesci volavano e le rape crescevano sugli alberi, le storie se ne andavano a spasso portate dal vento. Uomini, bestie, piante, tutti erano protetti dal suono delle parole che, intrecciandosi raccontavano e raccontavano.
Poi, chissà quando, le parole cominciarono a sbiadire, a rimpicciolire. Accadde lentamente. Le poche parole rimaste accorciarono le storie, i ricordi si fecero invisibili, le bocche mute."

Mia nonna cuciva grandi coperte patchwork, tanti pezzetti di stoffe diverse davano vita ad un immenso tappeto danzante. Su questa splendida terra di colori ascolto, ascolto come una bambina, la dolce voce che racconta e sembra conoscere tutte le storie del mondo e sembra voglia ascoltare proprio i miei occhi per mettere anche le mie storie nel suo grande baule, nella sua immensa coperta patchwork.
La ascolto e ricordo.
Nonno che mi spinge sulla bicicletta con le rotelle giù per la discesa,
le scarpe di vernice che son durate un giorno come farfalle,
l'albero di magnolia nel cortile della scuola,
il tesoro di pietre e piume nella scatola sul soppalco,
Vestito: il vestito smesso da mia cugina e finalmente mio,
So fare: ...
qui, nel paese di Tarot, sento che, veramente, tutto va bene, non devo cercare difficili risposte da adulta, posso dire:
"so raccogliere quadrifogli" 
e un nuovo mondo di poesia si schiude.






martedì 15 dicembre 2015

Consigli per gli acquisti

Mi hanno chiesto in tanti di consigliarli per dei regali ed io, che odio i regali di Natale e penso che si debba conoscere la persona a cui si fa un regalo, posso solamente consigliarvi alcuni dei libri che in questo momento mi piacciono di più!


"Canti dell'attesa" scritto da Sabrina Giarratani e illustrato dalla bravissima Sonia Maria Luce Possentini, disegni di luce e parole profonde per tutte le mamme. 21 poesie per le mamme in attesa.

  






Un divertentissimo albo illustrato di Isol su un misterioso segreto di famiglia, un segreto che accomuna tutte le famiglie e che parla molto della perfezione e dell'ideale di perfezione. Le famiglie alle 6 di mattina, quando sono senza difese.


Novità editoriale di Orecchio Acerbo, illustrato magistralmente da Alessandro Sanna. Una storia raccontata attraverso immagini poetiche che ci restituisce la genesi del classico ed un punto di vista tutto nuovo.
Di lui avevo già parlato qui.








Perché non sognare un po' a Natale e immaginarsi di nuovo in estate, con cuffietta e occhialini pronti per un tuffo in un albo illustrato senza parole ma con molta fantasia.


Viaggio fantastico in un mondo tutto sotterraneo ma in realtà molto più simile al nostro di quanto pensiamo. Divertente e affascinante.









Perché no? Le fiabe originali dei fratelli Grimm tradotte in italiano e magistralmente illustrate da Fabian Negrin, per riscoprire storie che conosciamo a metà.



Esilarante storia di amicizia e fantasia, quei giochi che solo ai bambini possono venire in mente!


mercoledì 9 dicembre 2015

Diario della Fiera: Libri per conoscere il mondo


Meravigliarsi di ogni cosa è il primo passo verso la scoperta.
Louis Pasteur

La curiosità e la meraviglia sono due attitudini del bambino che, alcuni di noi, riescono a portare anche nella propria vita di adulti. 
Due attitudini che ritengo fondamentali per poter iniziare un percorso di conoscenza.
Purtroppo, spesso, la scuola, invece di rafforzare e stimolare queste fiammelle le lascia spegnere, se non le soffoca. Eppure sarebbe così semplice soffiarci sopra e alimentarle ed è così bello vedere la conoscenza che si struttura sotto i nostri occhi, passo dopo passo, scoperta dopo scoperta, con occhi contenti.
Anche quando sembra ormai spenta, ho potuto constatare, basta poco per farla riemergere da sotto la cenere. Non c'è presunzione da parte mia, anzi, so quanto sia difficile nella vita di tutti i giorni portare avanti questo intento, a volte sembra quasi impossibile.

Io credo che una delle strade per poterlo fare sia l'utilizzo dei libri divulgativi a scuola ed a questo sto dedicando la mia Tesi. 
Non è semplice trovare incontri che parlino di Non Fiction e in particolare di divulgazione, così appena ho letto il tema mi ci sono fiondata!
Come ha fatto notare la bravissima relatrice, Eleonora Rizzoni, si tratta ancora di una "sorella minore" rispetto alla narrativa per l'infanzia, sia come produzione che come richieste.
Eppure, tanto è cambiato nel panorama internazionale ed anche in quello italiano.

Non mi dilungherò in descrizioni e approfondimenti perché mi propongo di tenervi aggiornati step by step sull'evoluzione del mio studio qui sul blog. Mi limiterò, quindi, a raccontarvi i punti salienti dell'incontro e a presentarvi i libri mostrati.

Cos'è un libro di divulgazione?
Un libro che espone in forma semplice ed accessibile contenuti e nozioni. Un libro che attiri la curiosità dei bambini e risponda alle loro domande o, ancora meglio, li spinga a cercare risposte alle loro domande sopite.
La caratteristica principale che un buon libro di divulgazione deve avere è riuscire a combinare interattività e precisione di contenuti.
Inoltre, sono libri senza età, infatti, a seconda del livello con cui vengono letti (scoperta, sistematicità, occasionalità) sono in grado di adattarsi alle diverse necessità del pubblico.

Molti modi di fare divulgazione, nuove proposte-nuove idee:

Il libro delle terre immaginate
L'ippocampo edizioni

Ora tutti sappiamo che la terra è rotonda (in realtà ellittica) ma prima gli uomini come se la sono immaginata nel corso dei secoli e delle culture?
Un libro del 2009 che ha rivoluzionato il modo di fare divulgazione.










Mappe
Elettra Kids
Libro di divulgazione che con le sue grandi pagine ricche di particolari ha sbancato il botteghino e conquistato grandi, piccoli e anche le scuole!


Zoottica
Ippocampo Edizione


Come vedono gli animali? Divulgazione e finestrelle. 
Da piccola mi chiedevo sempre se i gatti vedessero in bianco e nero e ricordo i miei provavano a rispondere ma, infondo, sono quelle domande tutte particolari dei bambini a cui neanche i grandi hanno risposte.
Vedemmo un'intera puntata di SuperQuark ma ancora non mi sentivo soddisfatta, peccato non aver avuto questo libro! 





Il mondo segreto delle piante
Editoriale Scienza

Botanica per bambini? Sì, è possibile!
Un libro che permette di riscoprire, finalmente, la dignità e veramente il mondo dietro le piante che ci circondano in maniera così silenziosa, spesso da arrivare a dimenticarle.









Molto altro ci sarebbe da dire, e molto altro sarà detto: stay tuned! 

Diario della Fiera: Tante voci per una domanda




Vi ho tenuto costantemente aggiornati sulla mia pagina Facebook qui ed ora è arrivato il momento di raccontarvi qualcosa più nello specifico.
Mi sembra impossibile raccontare tutto, intanto perché questa è stata, prima di tutto, una grande esperienza personale, nel mettermi in gioco e nel propormi, cosa per me non semplice, e poi è stata una Fiera seguita dall'inizio alla fine con devozione e attenzione quasi maniacale!

Tema portante dell'area ragazzi e degli incontri una domanda: "Che cos'è un bambino?"

Partendo dall'omonimo albo illustrato di Beatrice Alemagna pubblicato da Topipittori si è cercato attraverso diverse prospettive di trovare una risposta: una risposta da grandi ed una risposta da bambini. 
Riflettere sull'identità è fondamentale, sia per cercare di definirci, per ritrovare i "nostri bambini", per comprendere e soprattutto imprescindibile per chi ai bambini si rivolge.
Ognuno nasconde un'idea di bambino, spesso inconsapevole, creata dalle proprie esperienze e dal contatto che ha avuto con l'infanzia.

Il mio biglietto, scritto con un po' di vergogna, coprendolo con la mano come una bambina sul diario segreto, dice: "Paura senza parole".
Il biglietto, tra i tanti appesi, di una bambina dice: "Un bambino è un personaggio come un adulto, solo ancora in svolgimento".

Tavola rotonda: Tante voci per una domanda
Giovanna Zoboli, editrice di Topipittori, ha raccontato la storia del libro della Alemagna, tra dubbi, pregiudizi e successi, mi piace riportarne alcuni tratti.
Il libro nasce ad una fiera del libro di Bologna in cui, l'ancora piccola, casa editrice dei topi incontra Beatrice che porta loro un manoscritto dicendo: "Questo è proprio per voi!" Da allora il libro vede un inaspettato e grandioso successo, tradotto in 10 paesi, sempre attuale, ha convinto anche il più restio pubblico inglese, diventando addirittura manifesto dei Topipittori.

Le principali reticenze:
- non ha trama;
- è un libro da grandi mascherato da libro per bambini;
- le immagini sono brutte.
Ebbene, anche io, in un tempo lontano l'ho regalato ai miei genitori a Natale, convinta, forse, che un genitore potesse capirlo meglio di un bambino, e, "signore perdonami perché non sapevo quello che dicevo", ho pensato che il testo fosse più bello delle illustrazioni, così strane...illustrazioni che, ora capisco, mostrano bambini veri, lontani dall'ideale, volutamente spigolosi e brutti, bambini con l'apparecchio e bambini che si scaccolano, bambini in cui i bambini si riconoscono.

Importante, allora, l'immagine del bambino, anzi, l'immagine dei bambini.
Giulia Mirandola ci porta a spasso in una carrellata di disegni e fotografie di bambini di tutti i tipi, bambini ribelli, bambini giocosi, sognatori, in un gioco che invita a proseguire: guardare i bambini e le bambine delle figure e riconoscerne le caratteristiche e le differenze.
Mentre parla, sullo sfondo un bambino si tuffa in un blu pennarello, un blu di possibilità e di incognite, rischio e scoperte, un blu che potrebbe essere cielo e potrebbe essere mare, in un tempo sospeso, un fermo-immagine in aria. 
E forse proprio questo è un bambino.

Conclude l'incontro Carla Ghisalberti, che soprattutto chi vive a Roma conosce bene, e, partendo dalla lettura del libro, ci rimanda quattro caratteristiche fondanti di un bambino per lei, ognuna con esempi di grandi illustratori contemporanei raccontati in modo meraviglioso:

la capacità di non mentire, mostrare le cose per come sono;
Illustrazione di Marina Girardi
il mistero dell'infanzia;
Illustrazione di Heidelbach

l'orientamento, bambini alla ricerca che si ingegnano, bambini che trovano soluzioni;

Illustrazione di Oliver Jeffers



"Bambini rasposi", mi è piaciuta tantissimo questa definizione, bambini inafferrabili, arrabbiati, dispettosi, perché i bambini sono anche questo.
Illustrazione di Isol