venerdì 23 ottobre 2015

Farfalle e artisti

"Orecchie di farfalla" un libro fatto ad arte

Alcuni albi illustrati hanno l'infinito pregio di poter essere libro ed opera d'arte;
di essere letti ed essere ammirati.
Alcuni hanno il pregio di mostrarci un modo diverso di rappresentare la realtà, non legato a idee preconcette su capacità e tecniche, guidandoci verso nuovi modi di illustrare, modi originali che diventano poi nuovi sguardi sulla realtà.
Alcuni disegnano la fantasia, ed il bello è che ognuno lo fa a modo suo.
Ed è proprio questo che fa di un disegnatore un Artista.

"Orecchie di farfalla" ne è un esempio.
I miei occhi quando l'osservano si ricaricano di bellezza e la mia mente si perde in mondi infiniti di creatività.



Quando poi a questo si aggiungono frasi dolci dai risvolti inaspettati allora l'opera è completa!
Con fili magici per capelli, naso di carta di giornale e occhi curiosi su sfondi ricamati seguo appassionata la protagonista posandomi sui dettagli come una piccola farfalla.




lunedì 19 ottobre 2015

Come funziona l'ex maestra

Quando si va a salutare una vecchia classe da maestra precaria che ogni anno cambia scuola c'è sempre un insieme forte di emozioni, tristezza e gioia. Almeno credo.
Questa per me è la prima volta che sento il desiderio profondo di tornare ad abbracciare vecchi alunni e colleghe.
Un desiderio che alcune notti mi ha fatto sognare di essere già lì, o di essere ancora lì, con loro.

Una forte nostalgia per un anno passato insieme, quando è stato un anno bello come il mio. Il ricordo di tante esperienze passate e la paura per il nuovo inizio in un'altra situazione che mi sembra non potrà mai essere bella come questa.

Per una giovane maestra, che ha avuto un duro inizio e spesso, troppo spesso, ancora oggi, dubita di sé stessa e delle sue scelte, una maestra impaurita, avere un benvenuto caloroso ed affettuoso come quello che mi è stato riservato da questi bambini e dalla mia collega del cuore è stato un regalo che mi ha dato la forza di guardare avanti e credere in me.
Non dimenticherò mai quel sorriso sincero.

Ora tutto è pronto, il distacco è già avvenuto, il ricordo è con me come il profondo ringraziamento per tutto quello che ho potuto dare ed ho ricevuto.
Tutto è pronto, manca solamente che le gambe si mettano in cammino ed il coraggio di bussare dopo un anno a quella porta.

Non arriverò a mani vuote, porto con me un grande pacchetto regalo, piatto e non troppo pesante: un libro.
Il primo libro che ho letto ai loro occhi ed ai loro cuori prima di salutarli per le vacanze natalizie: "Come funziona la maestra". Lo lascio a loro per questo saluto più lungo ma mai definitivo, affidandolo alle premurose mani della loro maestra.

Ricordo il silenzio, gli sguardi curiosi, un caschetto biondo di prima elementare che quando leggo: "Dentro la maestra ci sono i numeri, le tabelline, i fiumi, i monti, l'orologio, i cinque sensi, l'uomo primitivo e tante altre cose..." chiede: "ma veramente voi avete dentro tutto questo?"

e l'eco nel cuore del suono di queste parole:


Ora tutto è pronto.

sabato 10 ottobre 2015

Ci vuole pazienza...


Ci vuole pazienza...lo sanno bene Julie Fogliano e Erin E. Stead!

Non inizierò con una lunga valutazione sul fatto che i bambini oggi hanno meno capacità di attenzione e concentrazione, che sono abituati ad avere tutto e subito, che sono circondati da un mondo che si muove veloce, anche troppo veloce ed hanno perso il saper aspettare.

Come sempre cerco di fare, parlerò di me.

Due albi illustrati, degli stessi autori, sono stati per me, in giornate caotiche e frenetiche, in cui la mente correva ed io stavo lì ad inseguirla dietro pensieri e preoccupazioni, un respiro profondo di aria fresca che mi ha riempito il torace.
Un attimo di calma, il placido movimento delle onde, l'osservare il mare.

Uno stile che mi colpisce per la sua delicatezza e raffinatezza.
Per l'uso sapiente di colori tenui e di segni rilassanti; un progetto, un'idea, in cui tutto torna e nulla è lasciato al caso.

'Se vuoi vedere una balena', di cui avevo già parlato qui 
'E poi è primavera'.



In entrambi i libri spiccano i colori pastello e delicate illustrazioni che ci portano in questa realtà di attesa. 
Un bambino ed il suo cane, che lo segue fedelmente, aspettano. C'è chi aspetta di vedere una balena e chi aspetta la primavera; tutti concentrati nel loro obiettivo.
E, prima o poi, la loro fatica, da un momento all'altro, come per magia sarà ricompensata.

Saper attendere, conquistare una dimensione di lentezza, ed ogni momento diviene speciale, come ancora più prezioso il momento in cui saremo accontentati.

Se vuoi vedere una balena, ti serve del tempo per aspettare
e del tempo per guardare
e del tempo per pensare se "Quella è una balena?"
Per caso questo è un po' di verde?


Se siete curiosi sulla realizzazione delle immagini, qui potete trovare uno stupendo storyboard delle tavole illustrate che spiega la tecnica utilizzata.


lunedì 5 ottobre 2015

Bambini nel bosco

Risultati immagini per bambini nel bosco
Immagina di essere un bambino e vivere in una realtà in cui sei stato privato di tutto, come un piccolo animale. 
Nessun vestito, nessun gioco, nessuna informazione.

Questa è l'unica realtà che conosci e riconosci. 
Non hai ricordi oltre che giorni che si susseguono uguali, circondato da altri individui come te. 
Con loro non condividi esperienze o risate, non sai come si fa e non immagini neanche si possa fare.
Condividete solo il cibo, quel poco che vi lanciano, e le lotte per procurarvelo.
Nessun legame affettivo, solo la legge del branco.

Un giorno, un bambino, proprio come te, scopre un tesoro; nascosto nel bosco, un libro di fiabe.
E qualcosa magicamente si sveglia nella sua mente e inizia a leggere.
Lettera dopo lettera scopre altre realtà, scopre il sapore delle parole.
E una sera, inizia a leggere ad alta voce a quei bambini che da allora diventano sui Compagni e come una carezza delicata che li sfiora anche loro scoprono altre realtà ed il sapore delle parole.

Con le parole arriva il parlare. Arrivano le domande su di sé e sul mondo.
I loro occhi si aprono e cercano risposte.

Le storie hanno risvegliato la loro umanità sopita ed ora, dopo aver letto e riletto e consumato tutte le storie nel libro, sono pronti a vivere la loro avventura alla ricerca di idee che sono spuntate nella loro mente solo quando ne hanno scoperto il nome, una Casa, una Mamma, un Abbraccio.

venerdì 2 ottobre 2015

Il mio Miramuri

Mi capita tra le mani questo libro, che poi chiamarlo 'libro' forse non è nemmeno tanto corretto.
"Miramuri" il titolo.
E non fatevi ingannare come me, non è una tenera storia che viene dall'oriente.
Ma molto di più, se si ha uno sguardo abbastanza aperto da riuscire ad apprezzarne la rivoluzionaria novità.
Da piccola guardavo le nuvole e immaginavo storie, da grande ho visto bravi fotografi riuscire a cogliere piccoli dettagli, apparentemente insignificanti, di oggetti quotidiani e rivoluzionarli.
Oggi, scopro, grazie a "Miramuri" storie infinite tra le pieghe della città, tra le crepe del muro, tra le sue incrostazioni.
Storie che fanno rivivere un'idea, un'immagine, un passato, che esaltano la dignità e l'identità della foto.


Allenare uno sguardo attento e curioso, audace e spontaneo, anticonvenzionale e artistico è fondamentale sin da piccoli e come, piccole gocce, di questo si nutre la nostra fantasia.
Allora prendo questo libro e, come già vi ho raccontato altrove, lo metto nella mia "Mensola delle letture promesse".
Lo porterò in classe e partendo da una di queste uniche tavole inventeremo storie e collegamenti provando e riprovando, ogni giorno in mille modi diversi, fino a sentirci immersi ed abbracciati dalla narrazione, fino ad immaginare libri aperti in tutti i nostri passi sulle strade che facciamo tutti i giorni da anni e che ormai non guardiamo neanche più.

L'arte è un'altra cosa ma giocare non costa nulla. Allora, seguendo lo spunto del libro che ci lascia qualche pagina bianca, ecco la mia personale sperimentazione. E voi, che aspettate?

Passeggiata in riva al fiume con amico a quattro zampe

sabato 26 settembre 2015

La bomba

Il libro inizia subito "in media res"...ma questo l'ho scoperto dopo, da grande, quando abbiamo iniziato a sminuzzare e scomporre libri al liceo.
Prima per me era solo un'inizio che catturava subito la mia attenzione.
Anzi, prima era un inizio come gli altri perché non mi ero mai soffermata a riflettere sulla differenza, solo che non riuscivo a smettere di leggere.
Poi un giorno un professore alle scuole medie inizia a leggere una storia e ci fa notare la prima frase, un'esclamazione. Niente presentazioni, niente cappelli, così, la pagina si apriva ed il primo segno di tutto il libro erano delle virgolette: ".
Quella scoperta mi ha aperto gli occhi per la prima volta: scrivere un libro non è solo raccontare una storia, trovare parole, tante parole, parole giuste ed uno sviluppo. Scrivere è dirigere un film, è catturare l'attenzione strategicamente, manovrare il lettore.

'La bomba' non fallisce nell'intento, anzi, è un magistrale esempio di come rendere un lettore un burattino legato a spessi fili di suspance: un inizio al cardiopalma, una minaccia incombente, capitoli alternati tra realtà e lotta per la sopravvivenza del presente e attesa e normalità del passato, uno sguardo di bambino attento.

Un bambino che vive la sua quotidianità nel timore della fine di tutto, la fine del mondo, dell'umanità, lo scoppio della bomba atomica che come un fantasma aleggia nelle loro menti e nei loro sogni ancor prima di manifestarsi e che plasma le loro vite di adolescenti "forse senza un domani".
E poi c'è la botola.

Nella notte uno scoppio e tutto cambia prospettiva.

Qualcuno sostiene che il libro ci spinge a riflettere su "Cosa sarebbe successo se...?", che l'autore ha voluto modificare la storia per immaginare una realtà diversa, ma io non sono del tutto d'accordo.
Per me il pensiero è la realtà.
Una famiglia spaventata, una nazione spaventata, in cui il timore e l'imprevedibile hanno riempito le loro vite più dello scorrere del tempo, in cui tutto sembra perdere significato, anche un rumore può far saltare la molla.
E allora, tutti giù nella botola, 'tutti' quelli che ci entrano.
E tutti al buio.

Nessuno ha il coraggio di affacciarsi, l'idea è diventata realtà. La realtà di dover attendere settimane prima di poter uscire per le radiazioni, l'idea di essere rimasti forse soli, l'idea che nulla sarà come prima, fuori e dentro di loro. Un dentro che, come osserva il bambino, ogni giorno cambia confini e perde un po' di umanità per renderli sempre più soli.

Il libro presenta scene e tematiche forti, narrate magistralmente.
Per me, nel mio letto che leggo, la cosa più affascinante era pensare, cinquant'anni dopo, che nessuna bomba scoppiò e che la botola, e tutto quello che rappresenta, poteva essere evitata. 
Avrei voluto strillare a quelle famiglie intrappolate, spaventate e disperate: "Uscite! Non è successo niente! Non restate lì' a morire di fame, non diventate selvaggi per sopravvivere! Tornate su, potete farlo!".




 

martedì 15 settembre 2015

Lettori si cresce?

Da Pennac a Giusi Marchetta il passo è breve ma neanche troppo.

Due libri sulla lettura e sull'avvicinare i ragazzi a scuola alla lettura in classe.
Prendo "Lettori si cresce" che già da un po' aspetta di essere letto nella pila sul comodino e il rimando a "Come un romanzo" è immediato.

A volte sembra quasi di leggerne una versione moderna, molte sono però le differenze tra i due.
Pur partendo dal comune ricordo della loro infanzia, raccontando episodi senza una successione cronologia e riferendosi ad un ragazzo ostile alla lettura come destinatario 'immaginario', due sono i colori che li affrescano.

Mi ritrovo nella speranza di Pennac, nell'entusiasmo con cui propone semplicemente di arrivare in classe ed iniziare a leggere. Voglio credere ancora nel potere fascinoso della lettura in sé e voglio essere speranzosa ed entusiasmarmi anche io.

Chi non ha pensato leggendolo: "Allora, era tutto così facile!"?
Chi non ha pensato di stampare un bel cartellone con 'I diritti imprescindibili del lettore' e appenderlo in classe come prima cosa, sentendosi dentro già protagonista della rivoluzione del sistema scolastico come in 'L'attimo fuggente'?
Chi non ha sognato di passare giornate ed ore intere di lezione semplicemente leggendo insieme pagina dopo pagina senza fatica?

Pennac con il suo libro ci regala speranza, Marchetta, scardinandolo un piccolo bullone alla volta, ci riporta alla realtà.

Mi ritrovo nel suo essere demoralizzata, nella sensazione che tutto rimanga immutato, nella tentazione di arrendersi, nel sentirsi, alle volte, sopraffatta. 
E mi rivedo in lei, lettrice vorace, anche se vorrei tanto avere la sua capacità di ricordare storie, dettagli e citazioni che invece non ho.
Giusi nel suo libro ritrae benissimo il tempo moderno e a sfumature di speranza che ancora cercano di emergere, qua e là, si alternano grandi pennellate di realismo.

Però, come vorrei che quanto scritto da Pennac fosse vero e funzionasse sempre, che avessi finalmente trovato la tanto attesa risposta a tutto...

"Come per un istinto innato si cercherà nelle pieghe di queste storie per sentirsi raccontare, prima ancora di sapere che parlano di lui."

Due anni fa mi sono trovata sola in una classe per la prima volta e non sapevo cosa fare. Sapevo, però, di dover catturare la loro attenzione ed incuriosirli su qualcosa prima che iniziassero ad agitarsi, ed io con loro. Ho preso un libro a caso dalla vecchia e disordinata biblioteca di classe sulla parete di fondo dell'aula. 

Era un libro che parlava del Medio Evo. Non avrei potuto fare scelta peggiore ma non avevo più tempo per pensare. Così ho iniziato a leggere, senza dire nulla prima, senza richiamare la loro attenzione. Un attimo prima ero in silenzio e l'attimo dopo stavo leggendo e la storia era iniziata. Come per magia i loro occhietti piano piano hanno captato questo cambiamento e si sono tutti rivolti a me incuriositi.
Magia, già, ancora mi sembra una congiunzione di fattori così fuori dal mio controllo.

Così, scoperta la magia, ho sperato di riuscire a riproporla a diversi uditori o anche più volte in quella stessa classe. E per quell'anno invece la mia bacchetta sembrava inceppata. 
Leggevo due pagine e dovevo fermarmi, continuamente, per riprendere qualcuno, nessuno sembrava ascoltarmi. E non importava quanta verve ci mettessi, quanto entusiasmo, quanta suspance...il meccanismo si era bloccato.
Mi sentivo offesa e tradita ed ho smesso, sfiduciata, di provarci.

Un'anno fa, altra classe, altra scuola, un nuovo inizio, ci ho riprovato e la magia è tornata a funzionare e più di una volta. Così abbiamo letto pagine di libri che parlavano della storia della matematica, "Come funziona la maestra?", filastrocche di Rodari, vecchi Battello a Vapore, "Gli sporcelli", "Un libro" ecc. 
Quest'anno non era magia, era una relazione che sentivo tra me e loro, una comunicazione di fiducia, una fiducia che non è stata tradita ma collaudata da sorprese e scoperte. 

"Solo gli appassionati della cassata insistono per fartela assaggiare sostenendo che non è poi così dolce."