venerdì 11 settembre 2015

Stasera sto con papà


Stasera sto con papà!
Allora: Sofficini fritti in tanto olio, o forse uova lesse, o forse brodo con un dado intero.
E poi si spicciano i piatti ballando con la radio,
e poi tutti e due sul divano a prendere in giro i film d'azione con una ciotolona di pop corn, sempre fatti con una padella troppo grande, e sempre affogati nel sale.
Ed è così che mamma ci ritrovava al suo ritorno.                                

Eppure c'è stato un periodo in cui rimanere sola con papà la sera mi sembrava veramente molto   strano, e ricordo le prime imbarazzanti volte che è capitato ed ero già grandicella abbastanza da ricordarlo.
Le mie amichette mi dicevano "Che fortunata! Io non vedo l'ora che mamma esca!"
Io invece avevo solo tanta paura. Gli schemi che cambiano, altri punti di riferimento, altre abitudini...anche se solo per una sera...
E già dalla mattina sentivo un formicolio sospettoso crescermi dentro e l'attesa diventava lunghissima, come quando ti invitavano a quelle terribili feste in cui non conosci nessuno ma non puoi mancare e speri, in qualche modo, di riuscire ad ambientarti.

Si sa, o almeno per me funziona così, è l'abitudine che rendendo le cose un po' meno 'speciali' le rende anche più naturali!
Mamma, non me ne volere, ma saresti dovuta uscire più spesso quando ero piccola, mantenere le tue amicizie e lasciare che io e papà trovassimo prima questa dimensione a due.
Mamme, uscite!

Questo piccolo albo illustrato è semplicemente delizioso e poi così veritiero.
E' vero, con papà il pigiama è al contrario, la cameretta in disordine, il purè troppo salato, il bagno una lotta di schizzi, scoppi di ridarella sono previsti e frequenti, e tutto si trasforma in un gioco.
E dopo essersi abituati, è la festa più bella a cui siate mai stati!

Allora, papà, leggete questo libro, magari proprio alla fine di una pazza serata da soli e tutto diventerà ancora più speciale ed ancora più un vostro segreto.

venerdì 4 settembre 2015

Prima della prima



E' Terre di mezzo che rispolvera 30 anni di attesa e porta in Italia questo bellissimo albo di Karla Kuskin ed illustrato da Marc Simont.

"The philarmonic get dressed" il titolo originale, magistralmente tradotto ed adattato nel gioco di parole "Prima della prima".

Questo piccolo libro, di cui non avevo mai sentito parlare, mi occhieggiava, nascosto, dai ripiani della libreria, quasi schiacciato, lì tra un tomo e l'altro. 
Lo apro ed è subito amore.
La storia scorre lenta e si mostra timida un pezzetto alla volta lasciandomi il tempo di assaporare pagina dopo pagina le parole e di gustare ogni piccolo dettaglio delle immagini.

E' arrivata l'ora di sfatare un po' il mito di quei pinguini imbalsamati che suonano in posti così puliti e con un'aurea quasi di intoccabilità. Ebbene sì, se ve lo siete mai chiesi mentre li guardavate, come me e come forse fanno tutti, tra uno sbadiglio e l'altro o tra un'aria e l'altra nel momento in cui compostamente ricevono gli applausi, o nel mezzo dell'ammirazione per un organismo composto di 105 diversi individui che in quel momento sembrano funzionare in una perfetta armonia e sincronia...bhè, sì, anche loro sono esseri umani come noi!

Finiscono il concerto e vanno a casa, proprio come noi, tornano dalla loro famiglia, proprio come noi, e magari qualcuno neanche aveva voglia di essere lì quella sera!

Questo libro, ha proprio questo merito, ridare umanità all'ideale di queste persone, ridonargli semplicità.
E, con il sorriso sulle labbra che sicuramente ci strapperanno, ci staranno anche un po' più simpatici!

Finisce a pieno diritto nella mia "mensola delle letture promesse". Una mensola, a volte reale, a volte solamente immaginaria, in cui metto tutte le letture che mi hanno colpito per qualche motivo e che voglio ricordarmi di proporre in classe ai miei alunni, se e quando ce ne fosse la possibilità.
Quando leggerei questo? Proprio come apertura di una bella lezione di musica o di un bell'ascolto, perfetto per entrare a piccoli passi nella magia!


Ecco il booktrailer:

   



giovedì 3 settembre 2015

Il mio Curriculum del lettore

Questo mi sembra il post più difficile che abbia mai scritto.
Lo prendo e lo rimaneggio senza esserne mai soddisfatta come uno scrittore isterico di fronte al suo capolavoro. Eppure, non posso non partecipare a questa iniziativa, l'occasione e' troppo ghiotta!
Cosi' mi sono decisa, caverò dalla nebbia del passato quello che riesco, abbandonando le mie pressanti aspettative di perfezione e mi regalo un altro po'...

Se è vero che "siamo quello che leggiamo",
ecco, allora, il mio Curriculum del Lettore:

'L'infanzia':  il divertimento ed il sogno


Tutti i libri che amano i miei genitori e che hanno amato leggermi entrano e pulsano nel mio cuore come la tenerezza del loro "Buonanotte!"
Qui, però, ho deciso di parlare dei Miei di libri, quelli con cui ho stretto un'amicizia intima e duratura, quelli che hanno segnato la mia storia di lettrice.

La lettura, per me, in quel periodo, doveva essere divertente e sorprendente.

Libro in stampato maiuscolo, perfetto per le prime letture autonome. Quante risate... un libro che conservo ancora ed ho usato innumerevoli volte nelle prime esperienze come baby sitter! 







Come tutti i bambini dei primi anni '90 per me il Battello a Vapore era la Bibbia! E di tutti quelli che ho consumato questo, rimane senza dubbio, il più divertente. Rivedere la copertina ora, ha un dolce sapore Revival!                                                                                        


Forse di tutti tutti i libri che ho letto da bambina questo è quello che ha la storia più straordinaria! Era la mia festa di compleanno e ricevo dalla mamma di un compagno di classe questo libro...non mi attirava per niente e non potevo credere che un regalo fosse stato sprecato così! Solo quando ho iniziato a leggerlo, ho realizzato di quanto fosse divertente, con quegli esilaranti dialoghi che io adoro tra narratore, lettore e protagonista, ed ho passato ore piacevolissime in sua compagnia.
Così ho realizzato che, infondo, quello era stato il regalo più prezioso e apprezzato...e questo ha cambiato il mio modo di vedere...






Il fantastico Club delle Babysitter!
Da bambina ero molto curiosa e creativa, pensavo in grande, provavo ad aprire agenzie e associazioni a fondare giornali a inventare lavori e ogni volta ci credevo veramente, come se il gioco potesse trasformarsi in realtà e come se il mondo fosse aperto alle mie idee...come queste ragazze dall'età imprecisata che gestivano un club, lavoravano, controllavano le finanze e il tutto da sole, come dei grandi! Chi non sarebbe voluto essere loro?
 Infondo, non sono cambiata poi tanto, forse...



Ho deciso di chiudere con questo libro il capitolo 'infanzia'.
Forse, in realtà, quando mi sono approcciata a questo già ero con un piede oltre il limite ma i miei me lo avevano regalato, non volevo deluderli, e poi Gianni Rodari non mi aveva mai deluso!
Ricordo una mia amica che era venuta a dormire da me e quando, prima di addormentarci, abbiamo tirato fuori i rispettivi libri, mi guarda e dice: "Ancora questi libri da bambina?"
SBAM! Fine dell'Infanzia.






'L'adolescenza':   i Classici




Con Harry Potter si chiude, per un periodo, la lettura nel mio tempo libero solamente per piacere e senza indicazioni esterne. Harry Potter, fenomeno editoriale che ho avuto la fortuna di gustare proprio alla sua uscita e proprio nell'età giusta, insomma, era fatto apposta per la mia generazione! Non sono mai stata un'appassionata del genere fantasy ma c'era qualcosa di unico nel leggere questi grandi tomi rapidamente e con passione... poi, forse, sono caduta in un buco. Proprio come per la mia età, mi sentivo che non ci fosse nulla di preciso da leggere per me: un piede ancora nei libri per bambini ed uno già nei libri da grande, senza trovarmi pienamente in nessuno dei due. In realtà le proposte per quest'età sono tantissime e alcune veramente di qualità, peccato non ci fossero all'ora o non averle conosciute!
Sono sempre stata una studentessa diligente e una gran parte di letture è stata quella dei compiti per l'estate. Sì, io ero tra le poche che il libro, magari pure un po' noioso, lo leggeva per davvero, senza cercare riassunti! Metello è stato un caso a parte, non so spiegarne il perché, ma sono rimasta catturata dalla scrittura di Pratolini, tanto da aver proseguito con le sue opere per molto. E poi tutti i classici, l'inquietante 'La ciociara', il lentissimo 'Il giardino dei Finzi-Contini', l'ironico 'Fu Mattia Pascal'...molto per dovere, scoprendo un piacere nascosto... ma dove si è vista una ragazzina appassionata di Metello?



E poi ecco Il libro che mi ricorda tutte le vacanze spensierate e familiari di quel periodo e le piacevoli letture ad alta voce di mamma e papà, anche ora che ero più grande.
Di questo avevo già parlato qui.











'Gli anni dell'Università': il ritorno alla libertà


Tutto accade per caso in un'estate di noia al mare. Pesco a caso dalla libreria e provo e leggere di nuovo, qualcosa solo per piacere, per riempire il tempo, una storia.
E lì, con quel libro, ho ritrovato veramente la lettura ed ha inizio la mia fase di "onnivoricità".
Le passeggiate in biblioteca a scegliere un libro solo dalla costina, senza aver idea di cosa prendere, la lettura di libri in lingua originale in inglese, i libri da cui erano tratti i film che vedevo e, sostanzialmente, qualsiasi cosa mi passasse sotto mano!


 





'Il presente': il ritorno all'Infanzia




Continuano, come due binari paralleli, ad affiancarsi sul mio comodino libri per bambini e ragazzi e libri per adulti. Ed io continuo a leggere tutto, tutto quello che mi incuriosisce e che lascia una traccia in me o che trova in me un terreno fertile per attecchire. 
Tanto che, alle volte, dimentico anche per chi era stato scritto, e diventa solo un altro tassello.
Alle volte fatico a tornare alle lunghe descrizioni, ai ritmi lenti di lunghi romanzi, quando sotto il naso ho avuto per molto pagine essenziali e che, spesso, con poche parole riescono a giungere al profondo! E' questa la cosa che amo di più dei libri per ragazzi...

Tra le letture recenti che mi hanno colpito di più:

 Per la sua vena di malinconia che ben conosco e riconosco in me.

  Per il dolce modo in cui mi è capitato tra la mani e per essere riuscito a mettere d'accordo tutta la famiglia.

Per avermi stregato e fatto                                                                                        sognare. Di questo parlavo già                                                                                  qui.










Ringrazio davvero tanto il blog Paroleombra per avermi offerto quest'occasione di ricordare e per aver organizzato una così bella iniziativa.
Scusate se mi sono dilungata troppo, spero di non avervi annoiato.


venerdì 28 agosto 2015

Ogni foglia è una poesia

Le foglie cadute portano in se' il ricordo di quello che e' stato.
La malinconia del ricordo e uno sguardo saggio sulla vita.
Portano in se' le cucine di formica turchina degli anni '50 e la sera del giorno del compleanno che sta finendo.
Hanno i colori e tutte le sfumature nel mezzo.
Sanno di tramonto, sanno di fine estate.
Le foglie, a volte, sembrano parlarci e con i loro dolci sussurri seguono il nostro cammino come un respiro dell'anima del mondo.
Le foglie puntano al cielo
e le troviamo per terra.
Ne raccolgo una lungo il sentiero e la guardo: ogni foglia e' una poesia che sembra aspettare solo d'esser scritta.



Questa l'ispirazione che ho deciso di seguire e questa l'idea che mi e' stata fornita dallo stupendo libro di Artebambini 'Il museo delle foglie cadute' di Antoni Catalano nella collana 'Piccoli musei sentimentali'.
Unico e suggestivo, dalla grafica emozionante e con testi, che sfociano nel nonsense, semplicemente toccanti.



Queste le mie prime due pagine, l'inizio di un nuovo diario, pieno di storie e profumi, pieno di storia: la mia e del mondo.








Le facce sono scritte.
Anche le mani, dico, e le nuvole, il manto delle tigri, la buccia dei fagioli e il salto dei tonni a pelo d'acqua è scrittura.
Impariamo alfabeti e non sappiamo leggere gli alberi.
Le querce sono romanzi, i pini sono grammatica, le viti sono salmi, i rampicanti proverbi, gli alberi sono arringhe difensive, i cipressi accuse, il rosmarino è una canzone, l'alloro una profezia.
A me basta leggere la tua faccia, dice.
Che pagina preferisci? L'ultima, la nuca, con le rughe parallele di mio padre.

E. De Luca,  Tre cavalli