venerdì 24 luglio 2015

E se potessi comprare solo una parola?


E se potessi comprare solo una parola, quale sceglieresti?

Sarebbe "Mamma", la prima sorta sulle labbra per ricordare teneramente da dove vieni?
Sarebbe "Ciao" per poter salutare le persone sulla tua strada?
Sarebbe "Fame" per saziare lo stomaco o "Amo" per saziare il cuore?
Sarebbe "Abbraccio"? O, forse, "Aiuto" per riuscire a dire con una sola parola "Ho paura, stammi vicino?"
Sceglieresti la parola "Ancora"? 
Io probabilmente no...e se, invece, proprio quella piccola parola si rivelasse fondamentale e piena di significato?
O forse sceglierei la parola più lunga che mi viene in mente, solo per gustare più a lungo il suono della mia voce...allora direi: "Supercalifragilistichespiralidoso" o "Australopiteco"...
e sarebbe musica di nuovo!

Forse in un mondo in cui le parole si pagano al chilo ne useremmo di meno e, forse, sentiremmo di più. Forse, riusciremmo a guardarci e a capirci nel profondo, a sentire il respiro dell'altro e riconoscere la luce nei suoi occhi.
Ci abbracceremmo di più e forse saremmo più "istintivi".

Eppure, l'uomo ha bisogno di storie, ha bisogno di raccontare e raccontarsi, ha bisogno di parole!

Questo lo straordinario scenario de "La grande fabbrica delle parole".
Le parole vengono fabbricate, si comprano  (e si comprano care) e per questo diventano preziose...soprattutto per chi non può permettersele e deve accontentarsi di quelle che trova.

Così, con la potenza del cuore, e l'ingenuità dei bambini, ogni parola può essere magia, anche: "ciliegia, polvere, seggiola" per dichiarare un amore.


"Le mie parole sono ben poca cosa" pensa Phileas.
Fa un bel respiro e pensa a tutto l'amore che ha nel cuore.
Poi pronuncia le parole che ha catturato con il retino.
Le parole volano verso Cybelle:
Sono come gemme preziose.


Ho scoperto questo libro durante un corso di Nati per Leggere, tenuto da un ammaliante insegnante-lettore, di cui purtroppo non ricordo il nome. E' stata tra le esperienze più belle di sempre:
lui leggeva e noi ridevamo, lui continuava e noi piangevamo.
Ed è stato lui a farmi amare questo albo stupendo.
Più lo sfoglio e più, per magia, tra i suoi colori romantici e le fantastiche tavole di Valeria Docampo, noto dettagli nuovi e di senso che me lo fanno amare sempre  di più!
Dettagli come il piccolo cane triste nel retro, le lettere che volano nostalgiche tra le pagine come vecchie foglie, il retino che annuncia l'arrivo di Phileas, il grigiore della fabbrica e della città su cui spiccano solamente i poetici vestiti rossi di speranza e possibilità dei bambini.
Un mondo in questo piccolo libro.

Grazie a chi trasmette le sue passioni.


6 commenti:

  1. Bellissimo! Grazie di questo interessantissimo spunto di riflessione.

    Ciao
    Flavia

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    1. Grazie mille!! Mi fa molto piacere vi sia piaciuto.
      Seguirò molto volentieri il vostro blog che sembra ricco di spunti interessanti! :)

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  2. Un gran classico che conosciamo molto bene.

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    1. Grazie del commento Stefania, e complimenti per il tuo stupendo blog!

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  3. Oh, sembra splendido!!! Lo cercherò in biblioteca in modo da leggerlo e rileggerlo con mio figlio per tutto agosto!

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    1. Grazie! Fatemi sapere se vi piace :) buone vacanze!

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